Contadini ancora sul piede di guerra: questa volta contro la Migros

"Non siamo contadini felici" questi gli slogan che campeggiavano sugli striscioni di protesta dei produttori di latte Keystone

Dopo aver assediato martedì all'alba la centrale per la raccolta del latte della Migros a Estavayer-le-Lac, nel Canton Friborgo, i produttori di latte friborghesi hanno ottenuto un aumento di due centesimi al litro. Le trattative, volte ad ottenere un aumento di 3 centesimi, sono durate diverse ore.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 marzo 2001 - 18:43

«Non è una grande vittoria, ma occorre anche saper accettare i compromessi», ha commentato Georges Godel, presidente della Federazione delle società friburghesi di latteria (FSFL). Nessun accordo è invece stato raggiunto in merito alla differenziazione del prezzo del latte in funzione della sua qualità.

In base alle stime della polizia friborghese, all'azione di protesta hanno partecipato 400 contadini friborghesi e vodesi. Alle 4 e 30, i produttori hanno bloccato tutte le vie d'accesso agli stabilimenti della «Estavayer-Lait SA» (ELSA), impedendo ai camion di consegnare il latte.

Una delegazione di contadini è in seguito stata ricevuta dal direttore Oswald Kessler. In un comunicato, la Migros ha sottolineato che la società ELSA versa ai suoi fornitori una media di 79,6 centesimi per chilogrammo di latte, ossia 2,6 centesimi in più del prezzo di riferimento fissato dal Consiglio federale. I prezzi variano in funzione della qualità del prodotto: i contadini che assicurano la fornitura di grandi quantità di latte di qualità superiore ricevono da 80 a 85 centesimi al chilo.

La Migros, secondo il comunicato, assicura prezzi superiori a quelli di riferimento ai tre quarti dei suoi fornitori. I rimanenti ricevono meno di 77 centesimi, in considerazione della minore qualità del latte che producono.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo