Controlli alle dogane anche dopo Schengen

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L'entrata in vigore dell'Accordo di Schengen, il 12 dicembre, non implica per la Confederazione la soppressione dei controlli alle frontiere: i doganieri continueranno infatti a verificare le importazioni di merci. L'adesione allo spazio di Schengen porterà quindi pochi cambiamenti per la Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 dicembre 2008 - 11:43

Il Trattato di Schengen mira innanzitutto ad agevolare la circolazione delle persone alle frontiere comuni dei paesi firmatari. Con l'adesione a questo accordo, anche la Svizzera si è impegnata a rinunciare ai controlli sistematici dell'identità delle persone che attraversano la frontiera. Verifiche dell'identità verranno effettuate soltanto in caso di sospetto.

A differenza degli altri paesi che fanno parte dello spazio di Schengen, la Svizzera non intende però rinunciare ai suoi posti di dogana. La Confederazione ha infatti aderito al Trattato di Schengen, ma non all'Unione doganale europea che sopprime le barriere commerciali e garantisce il libero transito di beni e servizi all'interno dell'UE. Anche in futuro, quindi, il Corpo svizzero delle guardie di confine (Cgcf) sarà presente alle dogane per verificare le merci importate sul territorio elvetico.

Cosa cambia da dicembre per i viaggiatori che entrano in Svizzera per via terrestre dai paesi limitrofi?

In realtà, l'applicazione dell'Accordo di Schengen non apporterà dei cambiamenti concreti in questo ambito, dal momento che già da diversi anni le dogane svizzere non eseguono più dei controlli sistematici delle persone e delle merci. L'allentamento dei controlli è intervenuto progressivamente negli ultimi decenni, in seguito al crescente aumento del traffico doganale.

Il Cgcf prevede di mantenere anche in futuro la prassi attuale, in base alla quale dal 3 al 5% delle persone e dei veicoli in entrata vengono verificati dai doganieri.

Che cosa cambia agli aeroporti dal 29 marzo 2009?

Come per gli altri paesi membri dello spazio di Schengen, anche negli aeroporti svizzeri i viaggiatori saranno suddivisi in futuro in due file distinte. I passeggeri in provenienza o a destinazione di paesi esclusi dal Trattato di Schengen saranno sottoposti a controlli sistematici dell'identità. Coloro che circolano entro i confini dello spazio di Schengen vengono invece controllati soltanto in caso di sospetti da parte degli agenti di polizia. Anche negli aeroporti sussistono inoltre i controlli delle merci.

Documenti d'identità sono ancora necessari per entrare in Svizzera?

Con l'adesione al Trattato di Schengen, la legislazione nazionale non viene modificata in quest'ambito. Tutti coloro che varcano la frontiera elvetica devono essere muniti di un passaporto o di una carta d'identità validi.

I turisti stranieri muniti di un visto di Schengen non dovranno più richiedere un visto supplementare alla Svizzera?

A partire da dicembre il visto di Schengen basterà per i soggiorni di breve durata, ossia fino ad un massimo di 3 - 6 mesi. Questa nuova disposizione permette di agevolare l'ingresso in Svizzera di turisti che viaggiano o risiedono in Europa e provengono da altri continenti. Allo stesso modo, i cittadini extra-europei residenti in Svizzera potranno circolare liberamente negli altri paesi che formano lo spazio di Schengen.

Come viene regolata l'importazione di merci in Svizzera?

Per l'importazione di merci rimangono in vigore le disposizioni attuali. La sorveglianza del Cgcf serve ad impedire il traffico di merci vietate – come prodotti contraffatti o rubati, droga, armi, materiale radioattivo, sostanze tossiche, ecc. – e di animali o vegetali protetti dalla Convenzione sul commercio internazionale di specie in pericolo (Cites).

Nella prassi, i controlli doganali mirano però più che altro a tutelare il settore agricolo svizzero dall'importazione di derrate alimentari dai paesi vicini. La legislazione svizzera limita in modo molto restrittivo le importazioni di alcuni prodotti agricoli, in particolare latte, burro, carne e vino. Le merci importate sono inoltre assoggettate ad una tassa, se il loro valore complessivo supera 300 franchi per persona.

Con Schengen verrà ridotto il personale delle dogane?

Le autorità hanno annunciato che non intendono né ridurre il personale del Cgcf, né smantellare posti di dogana. Un'eventuale riduzione delle attività alla frontiera sarà compensata tramite maggiori controlli delle persone all'interno del territorio nazionale.

I paesi confinanti con la Svizzera chiuderanno le loro infrastrutture doganali?

Francia, Germania, Italia e Austria non hanno ancora fornito indicazioni precise in quest'ambito, ma potrebbero effettivamente rinunciare ai posti di dogana lungo il confine con la Svizzera. Già da diversi anni questi paesi hanno chiuso i loro impianti doganali all'interno dello spazio di Schengen e hanno ridotto ad un minimo i controlli di persone e merci provenienti dalla Svizzera.

Per i paesi confinanti non si pone il problema di tutelare il loro settore agricolo dall'importazione di derrate alimentari dalla Svizzera, dal momento che i prodotti agricoli elvetici sono generalmente più cari. La Confederazione apparirà quindi ancora di più come un'isola doganale all'interno dell'Europa.

Per il Liechtenstein, che non ha ancora aderito all'Accordo di Schengen, verrà applicata una regolamentazione speciale?

Da dicembre il confine con il Liechtenstein diventerà per la Svizzera una frontiera esterna allo spazio di Schengen. Il Cgcf non prevede tuttavia di intensificare particolarmente i controlli doganali con il Principato, che ha già avviato la procedura di ratifica del Trattato di Schengen. Nel caso del Liechtenstein verrà adottata una soluzione transitoria definita "pragmatica".

swissinfo, Armando Mombelli

Accordo di Schengen

Sottoscritto nel 1985 nell'omonima cittadina del Lussemburgo dai rappresentanti di Francia, Germania e Benelux, il Trattato di Schengen mira ad agevolare la circolazione dei viaggiatori attraverso le frontiere comuni dei paesi firmatari.

L'Accordo di Schengen, che concerne i settori di giustizia e polizia, ha fornito il quadro legale per la progressiva abolizione dei controlli sistematici delle persone lungo le frontiere interne dell'UE.

Per garantire la sicurezza dopo l'apertura delle frontiere interne, il Trattato prevede un potenziamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio di Schengen, una migliore collaborazione transfrontaliera tra gli organi di polizia e il coordinamento tra gli Stati per la lotta alla criminalità organizzata.

Finora 27 paesi europei hanno aderito integralmente o parzialmente al Trattato di Schengen: tutti i membri dell'Unione europea – tranne Gran Bretagna e Irlanda – più Norvegia e Islanda.

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La Svizzera e Schengen

La Confederazione ha ratificato il trattato di Schengen il 16 ottobre 2004.

L'adesione della Svizzera allo spazio di Schengen, combattuta da un referendum, è stata approvata dal popolo svizzero il 5 giugno 2005 (54,6% i voti favorevoli).

La Svizzera applica l'Accordo di Schengen dal 12 dicembre per quanto riguarda i controlli delle persone alle frontiere terrestri. Dal 29 marzo 2009 l'accordo sarà esteso anche agli aeroporti.

Nel 2007, in media, 570'000 persone, 350'000 autovetture e 20'000 camion hanno attraversato ogni giorno la frontiera per entrare in Svizzera.

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