Crollo ponte, adesso trema l’Europa, Francia 30% a rischio
(Keystone-ATS) A Genova si piangono i morti e si cercano ancora i dispersi ma intanto è tutta l’Europa a tremare per lo stato di salute dei suoi ponti.
Il crollo del “Morandi” ha riacceso i riflettori su studi che denunciano l’insicurezza o la vetustà di molti ponti e che sarebbero rimasti lettera morta senza la tragedia di martedì.
Dalla Francia alla Germania, passando per Spagna e Belgio, i media rilanciano denunce e studi di affidabilità, mentre sul web impazzano foto di ponti ritenuti – più o meno a ragione – a rischio.
A Parigi, proprio qualche settimana fa, il ministero dei Trasporti aveva chiesto a due società specializzate di preparare uno studio “sui 12’000 ponti della rete francese gestiti dallo stato”. Risultato: 4’000 “hanno bisogno di riparazioni”. Nella maggior parte dei casi si tratta di “piccoli interventi allo scopo di prevenire l’apparizione di problemi strutturali”, ma “nel 7%” delle situazioni prese in esame “i danni sono più gravi, e arrivano fino all’eventualità di “presentare, in futuro, rischi di crollo”, tanto da rendere necessaria la “chiusura preventiva dei ponti alla circolazione dei mezzi pesanti o di tutti i veicoli”. In questa situazione più grave si troverebbero 840 ponti.