Crossair: la grande industria è, in generale, ben disposta

Per il momento sono poche le grandi aziende a dare indicazioni precise sull'entità dei loro contributi Keystone Archive

Prima fra tutti, la Nestlé si dice disponibile a partecipare alla ricapitalizzazione. Anche Swatch e Kudelsky sono ben disposte. Secco niet invece da ABB e Swisscom.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2001 - 18:27

Peter Brabeck, presidente della direzione di Nestlé, ha sottolineato stamane durante la conferenza autunnale del gruppo che è in gioco l'immagine della Svizzera e quindi di riflesso della stessa multinazionale alimentare. Un parere che è stato ribadito nel pomeriggio anche dal portavoce, François-Xavier Perroud.

«Una nostra eventuale partecipazione all'operazione - ha detto il portavoce - è dettata dalla volontà di preservare l'immagine della Svizzera e dai vincoli che ci legano a questo Paese». «Oltre tutto i nostri collaboratori necessitano di buoni collegamenti aerei nei loro spostamenti», ha poi osservato Perroud.

Condizione essenziale posta da Nestlé per un suo finanziamento è che il progetto sia «realistico ed economicamente sopportabile a lungo termine». Il portavoce non ha voluto anticipare cifre precise. «È troppo presto per parlare di somme. Su questo dossier Nestlé è rappresentata al più alto livello a Berna, visto che a trattare direttamente con la Confederazione e con la direzione di Crossair è Rainer Gut, il presidente del consiglio di amministrazione», ha aggiunto Perroud.

Ancora nessun impegno di Roche e Novartis

Anche Roche e Novartis collaborano con la 'task force' incaricata del progetto Phoenix Plus - la creazione di una nuova compagnia nazionale dopo la liquidazione di Swissair - ma non si sono ancora impegnate ufficialmente. «Non ci sono ancora decisioni», precisa Roche mentre Novartis rifiuta ogni commento.

Swatch Group non esclude un suo contributo finanziario se il consiglio e la direzione della nuova Crossair dimostreranno di essere all'altezza della situazione. Nicolas Hayek, presidente del gruppo orologiero, è già stato contattato al riguardo dal consigliere federale Kaspar Villiger.

Anche André Kudelski, dirigente del gruppo tecnologico vodese, è disposto ad una sua partecipazione: forse tre ma anche 10 milioni, afferma. Stesso discorso alla Rentenanstalt/Swiss Life. Quando saremo contattati esamineremo le richieste, afferma la portavoce del gruppo assicurativo.


Ben 200 milioni di franchi sono già stati promessi di recente da Walter Haefner, fondatore e proprietario di AMAG, la maggiore ditta importatrice di automobili in Svizzera.

Thomas Schmidheiny, presidente di Holcim (ex-Holderbank) - e fino alla scorsa primavera membro del consiglio di amministrazione di Swissair - è disposto ad acquistare un importante pacchetto di azioni della nuova Crossair, a condizione però che anche gli altri facciano altrettanto.

ABB e Swisscom non daranno un centesimo

Secco 'niet', infine, di ABB e Swisscom: i due gruppi non verseranno il becco di un quattrino. Il trasporto aereo non entra nelle nostre strategie, hanno commentato laconicamente i portavoce dei due colossi.

swissinfo e agenzie

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