CSt: Bilaterali III; su tutela salari per ora si segue il Governo
È tuttora in corso il dibattito-maratona sul pacchetto di stabilizzazione Svizzera-Ue (Bilaterali III) con le deliberazioni di dettaglio.
(Keystone-ATS) Dopo aver approvato ieri sera l’istituzione in Svizzera di un’autorità di sorveglianza degli aiuti di Stato indipendente dalla Comco, un meccanismo richiesto dall’UE per evitare distorsioni della concorrenza nel suo mercato interno, oggi i “senatori” hanno finora seguito il Governo sulle nuove disposizioni in materia di tutela dei salari.
Su uno dei punti più controversi di questo ponderoso dossier, ovvero la protezione contro il licenziamento dei rappresentanti del personale, la Camera dei cantoni si pronuncerà invece domani.
Gli accordi con l’Unione europea prevedono un accesso più facile al mercato del lavoro svizzero per i cittadini dell’UE. Ciò ha suscitato timori di dumping salariale e di concorrenza sleale, se imprese straniere che distaccano lavoratori in Svizzera offrono retribuzioni basate sui loro standard nazionali. I salari sono infatti generalmente più elevati nella Confederazione, in particolare a causa del costo della vita.
In collaborazione con i partner sociali e i Cantoni, il Consiglio federale ha quindi adottato quattordici misure per proteggere i salari sul territorio nazionale. Tali misure completano il dispositivo di protezione negoziato con l’UE nell’accordo aggiornato sulla libera circolazione delle persone, che comprende principi, eccezioni e una clausola di non regressione.
Pierre-Yves Maillard (PS/VD), presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS), ha accolto con favore questo dispositivo, i cui punti non erano garantiti all’inizio dei negoziati. Anche Fabio Regazzi (Centro/TI), presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ha espresso il suo sostegno, ricordando che era in gioco l’approvazione di alcune parti sociali sul complesso del pacchetto. Il ticinese ha chiesto di “votare con cognizione di causa” su questo compromesso “intensamente negoziato”.
A sua volta, il ministro dell’economia Guy Parmelin ha esortato a non toccare l’intero pacchetto, parlando di una “fine meccanica negoziata”. Il dispositivo non deve essere sabotato, secondo Benedikt Würth (Centro/SG).
“Misura 14” contestata
Come detto, il Consiglio degli Stati ha per il momento seguito il Consiglio federale su tutta la linea. La sorte della “misura 14”, volta a proteggere meglio i lavoratori in caso di licenziamento, non è però ancora stata decisa, poiché Guy Parmelin ha dovuto lasciare il dibattito a causa di un altro impegno. In commissione, questa misura controversa è stata respinta. La sinistra si batterà per difendere questa richiesta dei sindacati.
In precedenza, i “senatori” hanno tacitamente approvato un altro aspetto meno controverso dei “Bilaterali III”, ovvero la legge federale sulla cooperazione amministrativa in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali.
I dibattiti continuano con le disposizioni riguardanti la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, di competenza del ministro di giustizia e polizia Beat Jans.
Per liquidare l’intero dossier sono previsti tre giorni di discussioni. Ieri la maggioranza del Consiglio degli Stati è entrata in materia sul pacchetto, con 29 voti favorevoli e 15 contrari (essenzialmente UDC nonché alcuni “senatori” svizzero-tedeschi del Centro e del PLR).