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Cogli l’attimo: il Festival di Locarno in immagini

Dalla mostra "Fermo immagine": momenti di vita notturna al villaggio del Festival

"Fermo immagine" è il titolo di una splendida mostra fotografica che rende omaggio ai 60 anni del Pardo proponendo autentici gioielli di storia e di attualità.

Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida, Isabelle Huppert, Jean-Luc Godard, Susan Sarandon e molte altre celebrità, colte in un istante e fissate sulla carta quasi a sfidare l’eternità.

“Quante fotografie – si sono chiesti gli ideatori della mostra – sono state scattate in 60 anni di Festival del Film di Locarno? Migliaia, sicuramente milioni”. Un mare di immagini, semplicemente anonime ma anche d’autore, che fluisce nei ricordi individuali ma che fanno anche parte della storia.

L’esposizione, curata con sensibilità estetica e rigore didascalico, mette in evidenza quanto per il cinema sia importante la fotografia, che riesce con abilità a fermare il tempo ed arricchisce la memoria collettiva fissando la vita che corre e che scorre davanti ai nostri occhi o lontano dai nostri sguardi.

“La forza della fotografia – dice a swissinfo il fotografo iraniano Reza Khatir, uno dei curatori della mostra – risiede anche nella funzione di documentare. Documentare significa conservare, arricchire gli archivi della memoria, contribuire a scrivere la storia per meglio leggere il presente”.

Il valore aggiunto di “Fermo immagine” è sicuramente quello di fare convivere due dimensioni temporali solo in apparenza contrastanti e lontane: il passato custodito negli archivi e quello della contemporaneità, offrendo immagini spesso inedite dei primi anni del Festival (1946 -1955), e lo sguardo di undici fotografi che hanno seguito la rassegna negli ultimi decenni.

Ai tempi d’oro del Grand Hotel

La mostra ci invita ad un viaggio nel passato, permettendo al visitatore di riassaporare le atmosfere di un tempo e di riscoprire i primi passi del festival che è cresciuto negli anni fino a diventare una delle manifestazioni culturali di indiscusso spessore internazionale.

Allo Spazio Photografica è dunque possibile rivivere gli esordi festivalieri immersi in una Locarno e in un Ticino ancora rurale, uscito praticamente indenne dal secondo conflitto mondiale.

Grazie ad un paziente lavoro di recupero e di selezione dagli archivi del Festival, sono state scelte le foto più rappresentative. Le immagini testimoniano la voglia di dimenticare la guerra e di ricominciare a sperare in un futuro luminoso.

Lo suggeriscono, come sottolineano i curatori, i bagliori del grande schermo montato per l’occasione nel parco del celebre e “glamour” Grand Hotel. Le foto ritraggono personaggi noti, volti famosi immersi in un’atmosfera radiosa e rilassata. Scopriamo così il regista e attore napoletano Vittorio De Sica, Gino Cervi, Gina Lollobrigida, Alida Valli.

Ventidue occhi d’autore

La seconda anima di “Fermo immagine”, dicevamo, ha gli occhi della contemporaneità, del presente tutto da vivere, appena trascorso o ancora chiaro e nitido davanti al nostro sguardo. Alla galleria Matasci è così possibile incontrare lo sguardo di undici fotografi che hanno seguito la manifestazione in anni più recenti.

“Sguardi d’autore – spiegano i curatori – che non si accontentano d’immortalare volti, situazioni, attimi ufficiali della rassegna cinematografica, ma la osservano e tentano di raccontarla attraverso umori, sensazioni e curiosità del tutto soggettive”.

Le fotografie – alcune a colori e altre in bianco e nero – descrivono il Festival scrutando gesti, persone, svelando umori, fissando momenti di gioia, cogliendo smarrimenti ed incertezze, illustrando in modo spesso originale le architetture che arredano Piazza Grande, la vitalità del villaggio del Festival ubicato nella rotonda, la frenesia che si coglie lungo le strade, nelle notti accese.

Nell’album dei ricordi non mancano le stelle del cinema, come Susan Sarandon, Isabelle Huppert, William Dafoe, Bernardo Bertolucci, Michel Piccoli, Ennio Morricone e il compianto Massimo Troisi.

Nessuna nostalgia

L’esposizione non rispolvera solo il passato e non ripropone solo emozioni appena sbiadite. E’ un contributo di grande qualità ad una rassegna cinematografica che si esprime in dieci giorni intensi, ma che non si esaurisce in alcune notti di agosto.

“Il cinema è sempre in movimento, la foto racconta quello che è stato. La foto è inoltre un atto individuale – spiega Reza Khatir – e questa mostra mette bene in evidenza la sensibilità di ogni fotografo nei confronti del Festival”. Dalla scelta del soggetto alla realizzazione, il rapporto che il fotografo instaura con l’oggetto o il soggetto del suo lavoro è mediato solo dalla sua sensibilità.

“Curando l’allestimento di questa duplice mostra – aggiunge Khatir – è stato come intraprendere un viaggio nella galleria dei ricordi. Mi sono visto trent’anni fa, quando da Londra mi ero appena trasferito a Locarno. Ho rivisto persone e situazioni, ho visto il segno lasciato dal tempo. Il tempo, appunto, che questa duplice mostra non propone in forma nostalgica, bensì con una sottile ed inedita forza predittiva”.

swissinfo, Françoise Gehring, Tenero

La mostra fotografica – aperta al pubblico fino al 18 agosto – è proposta dal Comune di Tenero-Contra, in collaborazione con le Gallerie Matasci Arte e Spazio Photografica.

Uno splendido omaggio ai 60 anni del Festival del Film di Locarno: dalle atmosfere, i luoghi e i volti noti delle prime edizioni della rassegna cinematografica (1946 -1955), dalle fotografie di autori spesso anonimi e in gran parte inedite riemerse dagli archivi della manifestazione, agli scatti d’autore più recenti (1979-2006).

Complessivamente un centinaio i lavori esposti nelle due gallerie, riproposti anche in un bellissimo catalogo.

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