Dalla proposta di Marty alla risottata in piazza
Il precedente del 1993 a Ginevra
La trasferta era allora stata decisa perché la sala del Consiglio nazionale aveva urgente bisogno di essere restaurata. Una ragione “tecnica” provvidenziale per un gesto politico necessario in un momento in cui l’incomprensione tra Svizzera romanda e tedesca si era accentuata. Polemiche e scetticismo avevano preceduto la trasferta della sessione d’autunno, ma alla fine si era riconosciuta l’utilità dell’operazione per il federalismo svizzero.
22 aprile 1999: l’intervento di Dick Marty
Il senatore ticinese chiede l’organizzazione di una sessione in Ticino per migliorare la comprensione fra le diverse regioni del paese. Marty chiede inoltre che in Ticino durante i lavori i parlamentari si esprimano in una lingua diversa dalla propria lingua madre. L’ufficio della Camera alta accetta il primo punto, ma non il secondo.
Giugno 1999: le due camere decidono che la sessione in Ticino si farà
Lunedì 5 marzo 2001, 14.30: apertura della sesta sessione della 46a legislatura
Il primo cittadino svizzero, il presidente del Consiglio nazionale Peter Hess, pronuncia il discorso d’apertura in italiano: “Vogliamo capire i problemi della minoranza italofona, toccare con mano la realtà di una regione di frontiera, che vive a contatto diretto con un grande paese europeo…la realtà di questo cantone non si può ridurre agli stereotipi da lungo tempo conosciuti ed estratti dal cassetto ad ogni occasione…Conoscere la realtà della Svizzera italiana significa sentire come pulsa la sua economia…ma anche rendersi conto della sua diversità culturale ed artistica, dell’importanza sempre crescente del suo mondo accademico, e significa vedere dal vivo come il cantone protegge le sue bellezze naturali.”
Dal 5 al 22 marzo 2001: i lavori della sessione
Un programma “light” appositamente pensato per dare un’aria di vacanze alla sessione in Ticino? L’insinuazione è respinta dai servizi del parlamento: il programma è stabilito, come sempre, esclusivamente sulla base degli argomenti pronti per essere discussi nel plenum.
Tra i punti forti: l’eliminazione delle divergenze sulla legge per l’aborto, la mancata condanna della Turchia per il genocidio armeno, il dibattito sugli alti salari dei dirigenti della ferrovia e sulla soppressione degli uffici postali nei piccoli villaggi, la bocciatura a sorpresa in senato della nuova legge sul cinema e l’obbligo fatto ai cantoni di insegnare una lingua nazionale prima dell’inglese.
Giovedì 22 marzo 2001: conclusione con una risottata in piazza
Deputati, senatori e popolo gomito a gomito per gustare il piatto tipico ticinese nella suggestiva Piazza Riforma a Lugano. La politica passa anche dallo stomaco.
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