Festwochen, 2 mila musicisti nelle sale viennesi
Nella capitale austriaca partita la prestigiosa rassegna, che coniuga musica, teatro e danza. In programma anche "Il gabbiano" di Chechov, allestito dallo svizzero Luc Bondy, che fra due anni diventerà responsabile unico della manifestazione.
Con il motto “Vienna cittá aperta”, sono cominciate le Wiener Festwochen, la tradizionale manifestazione di primavera che conferma ancora una volta la capitale austriaca come uno dei centri indiscussi della cultura europea.
Per quattro settimane, fino al 18 giugno, Vienna ospita una serie di concerti, rappresentazioni teatrali, mostre e produzioni artistiche di ogni genere: in tutto quasi duecento spettacoli che si aggiungono al consueto e denso programma della stagione. Per la prima volta l’inagurazione ufficiale delle Festwochen non è avvenuta in una sola giornata, ma in due, con il concerto venerdi dei Philarmoniker diretti da Zubin Metha e sabato con il Life Ball, il ballo di beneficienza per i malati di Aids, organizzato quest’anno open air nella bellissima cornice della Rathausplatz, la piazza del Municipio.
Tra gli highlights in cartellone non si possono dimenticare “L’incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi per la regia di Klaus Michael Grber e, sempre di Monteverdi, “Il combattimento di Tancredi e Clorinda”, messo in scena da Romeo Castellucci. Una variazione ai temi piú classici la offre invece il tedesco Laender Hausmann, che porta sul palcoscenico una versione pop della favola di Peter Pan, musicata dalla band berlinese Element of Crime.
Ma uno dei punti di maggior attrazione per gli oltre 200 mila visitatori attesi alle Festwochen é senz’altro la versione de “Il Gabbiano” di Anton Chechov, allestita dallo svizzero Luc Bondy. Si tratta di una produzione attuata in cooperazione con il Burgtheater, uno dei piú grandi teatri di Vienna, e le Festwochen, di cui Bondy é uno dei direttori (per il settore teatrale) insieme con Klaus-Peter Kehr (musica) e Hortensia Völkers (ballo e altri progetti). Una troika che comunque si scioglierá nel 2002, quando Bondy diventerá responsabile unico della prestigiosa manifestazione austriaca.
“Il gabbiano”, rappresentato per la prima volta nel 1896 a San Pietroburgo, é uno dei capolavori di Chechov e anche per questo la rappresentazione di Bondy (scene di Gilles Aillaud e costumi di Marianne Glittenberg) é attesa con particolare attenzione. Domenica la prima, poi altre 14 repliche fino al 12 giugno.
Intanto sulle Festwochen soffia un leggero vento di polemica, con critiche da parte di alcuni esponenti dell’FPÖ, il partito di destra guidato fino a due settimane fa da Jörg Haider, che hanno accusato la direzione di voler politicizzare la manifestazione in chiave antigovernativa. Secca la smentita di Bondy, che giá quando infuriava la polemica per la presenza nel nuovo governo austriaco del partito di Haider aveva dichiarato che l’Austria non era il Chile sotto Pinochet o la Russia ai tempi del famigerato KGB staliniano.
Stefano Grazioli
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