Il Ticino ultima tappa per la visita di Stato del presidente tedesco
Visite al museo Hermann Hesse di Montagnola e all'esposizione Kirchner a Lugano prima del rientro in Germania. Al sud delle Alpi un'importante colonia di cittadini di origine tedesca.
Il canton Ticino, dove il presidente tedesco Johannes Rau fa tappa oggi prima di concludere la sua visita ufficiale in Svizzera, è stata una patria d’adozione per numerose personalità della Germania, durante il 20mo secolo. Clima e paesaggio a sud delle Alpi, dove attualmente vivono 2600 tedeschi, hanno sedotto artisti, pensatori, capitani d’industria e personalità alternative.
Visitando il Museo Hermann Hesse a Montagnola, il presidente Rau si troverà nel santuario del più famoso artista tedesco che abbia vissuto in Ticino. Arrivato nel 1919 sulla collina d’oro, Hesse, Nobel della letteratura, vi soggiornò fino alla morte nel 1962.
A Porto Ronco (Ascona) si stabilì nel 1931 lo scrittore Erich Maria Remarque (1898-1970), tornandovi regolarmente fino al momento del decesso, avvenuto in Ticino. Insieme a lui altri tedeschi che cercavano riparo dalla dittatura di Hitler guardarono al cantone di lingua italiana. Fra questi, Kurt Held, alias Kurt Kläber, un comunista e sua moglie Lisa Tetzner. Nella loro casa di Carona ospitarono per qualche mese Bertold Brecht, nel 1933.
Negli anni ’70 toccò a celebri pensatori guardare al Ticino, come luogo dove trascorrere la vecchiaia o periodi di riposo: Erich Fromm, Max Horkheimer, Helmut Zacharias e Freddy Quinn. Non sono mancati uomini della finanza, come il barone von der Heydt, detto il «banchiere del Terzo Reich» che nel 1926 acquistò il Monte Verità e vi fece costruire un albergo.
Nel 1927 l’uomo d’affari Max Emden si sistemò alle Isole di Brissago. Dieci anni dopo fu la volta di un altro barone, Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza, a Castagnola. Per sfuggire al fisco tedesco, l’imprenditore bavarese Eduard Zwick si fece costruire vicino a Lugano una villa da sogno e prima della morte, nel 1998, finanziò con una donazione di 30 milioni di franchi una clinica cardiologica privata.
La presenza di ricchi tedeschi in Ticino è stata spesso oggetto di facezie in Germania: la più nota è stata lo slogan di Klaus Staek durante le elezioni legislative del 1972: «Lavoratori tedeschi – disse – la socialdemocrazia vuole sequestrarvi le vostre ville in Ticino».
Swissinfo e agenzie
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