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«Kindercity», il primo «Edutainment Center» della Svizzera swissinfo.ch

La prima «Kindercity» della Svizzera, aperta a Volketswil, nel canton Zurigo, offre ai bambini dai 2 ai 12 anni la possibilità di imparare giocando.

La promotrice dell’iniziativa, Sandrine Gostonian, ha lottato per quattro anni per realizzare la sua idea, conquistandosi il titolo di «imprenditrice dell’anno».

Un gigantesco centro commerciale. Accanto, un vastissimo complesso residenziale. E nelle immediate vicinanze, l’entrata dell’autostrada. Un posto ideale, per offrire ai bambini di oggi un centro dove si può imparare divertendosi.

«Volketswil è il più giovane comune della Svizzera, con un’età media di soli 37 anni», ha dichiarato il sindaco, Bruno Walliser, alla festa per l’inaugurazione della «Kindercity», la città dei bambini. E per di più, l’Oberland zurighese, la regione dove sorge Volketswil, vanta anche la più alta densità di bambini di tutto il paese.

Ecco la ragione perché la «Kindercity» è stata costruita a Volketswil. Inizialmente, si trattava di scegliere tra nove ubicazioni. E la scelta è caduta sul più grande comune svizzero senza accesso ferroviario, ha commentato Walliser.

Punti di divertimento

Ma che aspetto ha questa «Kindercity»? Questo posto dove i bambini dai due ai dodici anni possono familiarizzarsi, giocando, con la scienza e la tecnica?

L’«Edutainment Center» è un edificio giallo-rosso di cemento, vetro e un po’ di legno. Nel vasto ingresso, un gigantesco albero verde, dal quale pendono animali da favola. E attorno all’albero delle favole, un bar, dove vengono servite bibite.

Da lì, percorrendo rampe e scale, si accede ai cinque settori, denominati «arene».

Lungo il sentiero delle spedizioni, per esempio, i bambini imparano a conoscere il cervello, scoprono da dove viene la corrente elettrica o girano un loro video-film.

In un’altra arena c’è una casa, un igloo, una scuola e perfino il palazzo federale. «Per la prima volta, impari qualcosa di politica e ti accorgi che non è affatto noiosa» sta scritto.

C’è pure una fabbrica del «fai da te», una fabbrica per imparare, una fabbrica di cioccolato e una grande cucina, dove i bambini possono fare esperimenti con la farina e il lievito, imparando così come nasce il pane. E per questo hanno a disposizione dodici cucine elettriche ad induzione «a prova di bambini».

Su un totale di 6000 metri quadrati, i piccoli possono cercare di capire «divertenti fenomeni scientifici», fare teatro, festeggiare il compleanno e via dicendo.

Un’idea venuta dall’estero

Sandrine Gostonian, madre di due bambini, aveva visto per la prima volta a Parigi un parco scientifico e di divertimento per bambini. Tornata in Svizzera, ha girato per quattro anni il paese, alla ricerca di fondi, di sponsor e di appoggi, per un progetto che esisteva soltanto nella sua immaginazione e non nella realtà.

«L’idea è quella di avvicinare i bambini a temi scientifici, senza che se n’accorgano», ha confidato la promotrice a swissinfo. La capacità di comprendere dei bambini è superata solo dalla loro curiosità. E contrariamente agli adulti, i bambini hanno un potenziale d’apprendimento pressoché illimitato.

E il fatto che la «Kindercity» sorga proprio a Volketswil, in mezzo a centri commerciali e complessi residenziali, piace molto a Sandrine Gostonian: «Vogliamo essere dove c’è gente», afferma.

Un progetto commerciale, non un asilo infantile

La «City» non vuole essere un asilo infantile, dove i genitori lasciano i loro bambini per poter girare indisturbati nei centri commerciali.

«Non è possibile. Noi non ci assumiamo la sorveglianza dei bambini e quindi la presenza di accompagnatori adulti è indispensabile.» Perché è importante che le scoperte siano fatte insieme, «che si parli, che si pongano domande alle quali noi non possiamo sempre dare risposta nelle arene».

La «Kindercity» è un progetto commerciale, e chi vuole andarci deve pagare perché l’impresa possa rendere. «Da un lato sono sotto pressione», confessa Sandrine Gostonian, «ma dall’altro sono felice di aver potuto realizzare la mia idea».

All’inaugurazione, non si è praticamente parlato di denaro, anche se il progetto è costato 17 milioni di franchi, versati in buona parte da sponsor. Prima fra tutti, la cassa pensione dei funzionari del canton Zurigo. Già proprietaria della parcella, la cassa ha finanziato anche la costruzione, spendendo complessivamente 12 milioni di franchi.

Con la sua «Kindercity», Sandrine Gostonian ha pure creato nuovi posti di lavoro: 25 a tempo pieno e 35 a tempo parziale. Inoltre collabora con l’Alta scuola di pedagogia di Zurigo, «per assicurarmi una consulenza ottimale in campo pedagogico», afferma.

Per i suoi sforzi, Sandrine Gostonian è stata eletta «imprenditrice dell’anno» – nel 2002, quindi già molto prima che la «Kindercity» fosse aperta. E ora conta su un’affluenza di 250’000 visitatori l’anno. Vale a dire quasi 700 ogni giorno.

swissinfo, Urs Maurer
(traduzione dal tedesco: Fabio Mariani)

Il progetto «Kindercity» è costato 17 milioni di franchi, versati in buona parte da sponsor.
I bambini hanno a disposizione spazi per un totale di 6000 metri quadrati.
I promotori contano su un’affluenza di 250’000 visitatori l’anno.

La «Kindercity» offre ai bambini la possibilità di avvicinarsi in modo ludico a temi scientifici.
Nelle cinque «Arene» si trova di tutto, dalla «Driving School» fino alla cucina per bambini.
La consulenza è assicurata dall’Alta scuola di pedagogia di Zurigo.
La «Kindercity» non è un asilo infantile: i bambini devono essere accompagnati da adulti.

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