L’Italia negli scatti di Kurt Blum
Bernese di origine, il fotografo svizzero racconta l’Italia in un’esposizione al Centro culturale svizzero di Milano.
Uno sguardo, il suo, rigoroso, attento, asciutto, essenziale. Sulla gente, sulle strade, sulla fabbrica.
Negli spazi del CCS i visitatori si soffermano davanti alle fotografie di Kurt Blum. Bisbigliano, scambiano commenti e impressioni. Oppure sostano in silenzio, presi dalla forza di immagini in bianco e nero che parlano di donne, uomini, lavoratori.
Uno stile inconfondibile
Lo stupore è grande, come quello dei bambini. Forse perché le quaranta fotografie, realizzate tra il 1948 e il 1963, hanno un valore quasi assoluto. Figure nitide, penombre, espressioni, tutti gli elementi delle immagini di Kurt Blum hanno una forza simbolica, a tratti surreale. Intensa, immediata.
Fotografo e regista documentarista, Kurt Blum è considerato uno tra i più importanti artisti svizzeri. Quando parla del suo approccio alla realtà che lui traduce e fissa in un’immagine, usa l’espressione “très sec”, molto secco. Un’espressione che accompagna con un gesto deciso della mano.
Non parla molto Kurt Blum. Chi lo conosce da vicino afferma che preferisce scattare foto. O chiudersi, ancora oggi a 82 anni, nella camera oscura a giocare con le forme e con la luce per sperimentare. Individuare nuovi percorsi attraverso le infinite vie del bianco e nero.
Da Milano e Picasso
Il tema della mostra si divide in tre momenti: la gente comune ritratta per le vie di Milano, Genova, Venezia e in Sicilia; la grande mostra su Picasso presentata a Palazzo Reale a Milano nel 1953 ed alcuni particolari realizzate nelle acciaierie di Cornigliano e Italsider.
Le fotografie dedicate alla mostra di Picasso, quando per la prima volta in Italia era stato presentato il capolavoro Guernica, suscitano molto interesse. L’abilità con la quale Kurt Blum ha fermato in uno scatto le espressioni di sorpresa e stupor della gente, è tutta da gustare.
Non solo per la stranezza di alcune immagini, ma perché ancora oggi costituiscono una testimonianza della società dell’epoca. Blum propone il ritratto senza veli di una borghesia milanese che non coglie veramente la forza rivoluzionaria delle opere dell’artista spagnolo. Opere che i milanesi guardano piuttosto con sospetto, perplessi.
Un’impronta nella storia
I lavori del fotografo svizzero, che ha saputo dare un taglio poetico e surreale anche all’industria dell’acciaio, costituiscono indubbiamente un documento di grande valore per la storia della fotografia del dopoguerra.
Le opere esposte nel capoluogo lombardo provengono dalla collezione privata dello stesso Blum, che oggi vive a Praz (FR) sulle rive del lago di Morat.
Nel corso del Novecento egli non ha soltanto ritratto alcuni dei protagonisti della vita culturale e artistica (come Picasso, Chagall, Giacometti), ma ne ha anche fatto attivamente parte. Curioso, versatile, Blum guarda anche al cinema documentaristico.
E nel 1960 realizza, per Italsider e Fiat, il documentario “L’uomo, il fuoco, il ferro” sulle acciaierie di Cornigliano; un’opera di 20 minuti che al Festival del Cinema di Venezia vince il primo premio nella sezione documentari.
Alle straordinarie fotografie della fonderia di Cornigliano scattate da Kurt Blum nel 1958, è dedicata una mostra anche a Chiasso, curata dalla Galleria Cons Arc. “Atmosfere crude con bianchi e neri contrastati documentano – spiegano i curatori – un ambiente di lavoro dove l’uomo sembra essere inghiottito dalle fornaci e dagli alti forni”.
swissinfo, Françoise Gehring, Milano
40 le fotografie di Blum (formato 50×60 e 50×70) esposte al CCS a Milano.
Sono state realizzate tra il 1948 e il 1963.
3 i temi principali della mostra
82 gli anni del fotografo.
L’esposizione “Kurt Blum e l’Italia”, al Centro culturale svizzero a Milano (Via Vecchio Politecnico 1/3), chiude il 18 dicembre. L’entrata è libera e le visite sono previste da lunedì a sabato (dalle 14 alle 18).
Una mostra fotografica su “Kurt Blum: Cornigliano 1958” organizzata anche a Chiasso, alla Galleria Cons Arc. Dal 28 novembre al 30 gennaio 2005.
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