L’Unesco s’interessa ai castelli di Bellinzona
Buone speranze per l'inserimento delle tre fortezze medievali di Bellinzona nel patrimonio culturale mondiale. Dopo la visita di due delegati dell'Unesco, una decisione preliminare potrebbe scaturire già nel mese di giugno.
La decisione definitiva è attesa soltanto per il dicembre prossimo, nel corso dell’assemblea plenaria dei membri dell’Unesco, in programma in Australia. Già in giugno, tuttavia, dovrebbero emergere indicazioni importanti per la candidatua di Bellinzona, quando l’Ufficio del Comitato dell’Unesco esaminerà i progetti che verranno sottoposti a votazione.
Intanto, un preavviso positivo sembra essere giunto nel corso della visita a Bellinzona di Abdelaziz Touri e Mounir Bouchenaki, rispettivamente presidente del Comitato e direttore del Centro del patrimonio mondiale dell’Unesco. Abdelaziz Touri ha infatti dichiarato di essere stato positivamente impressionato dalla qualità dei restauri e dalla politica di gestione dei tre castelli.
I due rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura hanno raccolto informazioni e documentazioni destinate a completare il dossier bellinzonese. Alcuni mesi orsono, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti, l’organismo che si occupa delgli esami tecnici, aveva espresso alcune riserve sulla candidatura dei tre castelli. In particolare erano stati avanzati dei dubbi sull’autenticità dei restauri di Castelgrande, che avrebbero intaccato l’integrità della fortezza.
Se la candidatura sarà accettata, i tre castelli di Bellinzona entreranno a far parte del patrimonio culturale mondiale che, attualmente comprende circa 500 siti e monumenti. Per quanto riguarda la Svizzera, vi figurano finora soltanto tre complessi storici: il centro medievale della città di Berna, l’abbazia di San gallo e il convento di Müstair.
Armando Mombelli
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