«La tua mamma non ti voleva bene»
I bambini piccoli possono essere spietati nella loro schiettezza. Una fiaba aiuta ad affrontare il tema dell'adozione e ad evitare traumi inutili.
«Bo-Bo», di SOS infanzia, è stato distribuito per la prima volta da qualche settimana negli asili in Ticino. È disponibile anche nella regione insubrica.
Julie è una bella bambina di quattro anni, grandi occhi neri e una foresta di capelli che le incorniciano il volto d’ebano. Non è l’unica ad avere la pelle scura nella sua classe d’asilo, ma è la sola ad avere genitori adottivi.
Il modo in cui ha scoperto di essere stata adottata è stato piuttosto traumatico. Mentre litigavano per un giocattolo, una compagna le ha detto: «Tanto la tua mamma vera non ti voleva bene e ti ha abbandonata». Julie sapeva di avere due mamme, ma non le era stata ancora spiegata nei dettagli la differenza tra la mamma «della pancia» e quella che la mette a letto ogni sera qui in Svizzera.
Una lacuna colmata
«Proprio per evitare brutte situazioni come questa, abbiamo pubblicato questo libretto destinato all’infanzia», spiega a swissinfo Laura, una delle tante volontarie dell’associazione telefono SOS infanzia, che ha curato la pubblicazione di «Bo-bo». Per il lavoro che svolge, rispondere alle telefonate di bambini o ragazzi maltrattati, Laura è obbligata a mantenere l’anonimato.
Bo-Bo, testo di Jacqueline Brändli, è una storia splendidamente illustrata da Fiorenza Casanova. In poco più di una decina di pagine racconta la vicenda del micino Bo-Bo, che vaga tutto solo per il mondo, finché una mamma ippopotamo lo trova e se lo porta a casa.
«Le scuole elementari da anni ricevono le nostre pubblicazioni, ma ci siamo accorti che non avevamo materiale per i bambini nella fascia prescolastica», spiega Laura. Sono stati gli stessi docenti della scuola dell’infanzia a sollecitare la pubblicazione di questa favola, uno strumento didattico con cui ora possono affrontare meglio l’argomento adozione.
«Ormai i bambini sono sempre più svegli e certe cose bisogna spiegarle già all’asilo. Non è vero che sono troppo piccoli per capire. Basta usare un linguaggio adatto a loro», continua Laura.
Adozione facilitata in Ticino
L’adozione è abbastanza diffusa in Ticino, soprattutto di bambini stranieri. Forse contribuisce il fatto che, nonostante restino pur sempre lunghe e particolareggiate, le prassi burocratiche già dal 1988 sono di competenza cantonale, come spiega a swissinfo Reto Medici, responsabile dell’ufficio adozioni.
«Il Ticino ha circa 310’000 abitanti. Le adozioni internazionali sono una quarantina l’anno. Una frequenza doppia rispetto agli altri cantoni, che applicano la legge federale solo dal 2002. In molti cantoni l’adozione era di competenza comunale». Un passaggio in più, che il Ticino aveva già eliminato, che ritardava le procedure. «Ora almeno abbiamo degli standard comuni in tutti i cantoni», commenta Reto Medici.
I tempi di attesa per i genitori adottivi si aggirano comunque sui 2 anni. Sull’arco degli ultimi 15 anni, in Ticino sono arrivati soprattutto bambini provenienti dal Brasile. Ora nelle statistiche a breve termine è la Thailandia a figurare al primo posto.
«A differenza dell’Italia, precisa Reto Medici, non pratichiamo adozioni da paesi come l’Albania, in cui la macchina amministrativa funzionava così male, da rendere molto difficile il controllo della provenienza dei bambini».
Lieto fine
La storia del micino finisce bene. Sarebbe ipocrita credere che anche nella vita le storie d’adozione siano tutte a lieto fine. Ma come fa notare la sua operatrice anonima, SOS infanzia non riceve comunque un numero percentualmente più elevato di appelli da parte di bambini o ragazzi adottati, rispetto alle richieste di aiuto dei loro coetanei che vivono con i genitori biologici.
Come a dire, il disagio psicologico dei giovani, fenomeno di cui purtroppo leggiamo quotidianamente sulla stampa, taglia trasversalmente tutta la società.
swissinfo, Raffaella Rossello
In Ticino vengono adottati in media 38 bambini all’anno.
I bambini e i minori accolti in affidamento preadottivo dal 1990 al 2004 sono 581.
Negli ultimi anni provengono in maggior parte dalla Thailandia.
Seguono Etiopia, Romania e India.
In Svizzera anche una persona non coniugata può adottare da sola, basta che abbia compiuto 35 anni.
«Bo-Bo», una fiaba per i bambini più piccoli, affronta con delicatezza il tema dell’adozione, con un messaggio implicito di tolleranza e di spirito d’accoglienza al di là dell’appartenenza a una lingua o un’etnia.
È una pubblicazione di telefono SOS infanzia utilizzata come strumento didattico dagli insegnanti d’asilo in Ticino. È disponibile anche nelle librerie e nelle biblioteche.
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