Letteratura agli onori delle giornate di Soletta
Soletta capitale della letteratura svizzera dal 2 al 4 giugno con la 22.èsima edizione delle Giornate letterarie. Un'occasione unica in Svizzera per far incontrare pubblico ed autori, come ci spiega Pierre Lepori nell'articolo che segue.
Il gran gâteau servito nel fine settimana a Soletta per i golosi di letteratura ha quest’anno almeno tre strati. Per cominciare la base tradizionale: le Giornate letterarie, da vent’anni a questa parte, sono il luogo di incontro degli scrittori svizzeri, sparpagliati su un territorio linguistico prima che geografico, con le loro novità editoriali e le loro letture.
E’ un sostrato tipicamente svizzero tedesco, fatto di letture pubbliche e della possibilità di far incontrare pubblico e autori; la tradizione della lettura d’autore è ben meno diffusa infatti nella Svizzera romanda (dove si preferisce la più coquette “Séance de signature”) e quasi del tutto assente nella Svizzera italiana (dove semmai si fa presentare il proprio libro a un’eminenza grigia). In particolare gli svizzeri italiani, tornano a frequentare in buon numero la manifestazione (letture di Pusterla, De Marchi, Felder, domenica al Landhaus), non foss’altro che per la presenza di una voce italofona, quella della traduttrice e poetessa Donata Berra, nel comitato di programmazione, rinnovato ogni anno.
Il secondo strato è poi quello esterofilo: per uno scrupolo di apertura, Soletta invita ogni anno al suo tavolo conviviale una nutrita schiera di importanti ospiti internazionali: forse per evitare la confusione che questo misto di autoctoni e invitati può creare, le Giornate propongono allora un tema di riflessione: l’anno scorso fu il rapporto tra generazioni, quest’anno la relazione tra scienza e letteratura, sotto l’allettante titolo “contare, raccontare”. Da segnalare in questo senso il dibattito di sabato mattina “Zählen, erzählen, Wissenscafft Phantasie” con la presenza di Rolf Niederhauser, Ulrich Stadler, Beat Mazenauer e Felix Schneider.
Il terzo strato, infine, del nostro gâteau letterario, è quello più polemico e politico: quattro sono gli ospiti austriaci presenti alla ventiduesima edizione, ma spetta a un drammaturgo francese, il minimalista Michel Vinaver, polemizzare sull’accoglienza calorosa che la Svizzera ha recentemente riservato al cancelliere austriaco Schüssel, visita accusata di “legittimare il ritorno dell’ideologia nazista al governo di uno stato vicino”. Alla polemica risponderà dunque un dibattito, sabato sera, a cui lo stesso Vinaver ha accettato di partecipare.
Riassumere con questi tre poli d’attrazione la ventiduesima edizione delle Giornate di Soletta, non significa ignorare che l’incontro letterario – che per tradizione si svolge nel week-end dell’Ascensione – sia ricco di mille altri allettamenti: quest’anno si segnala la particolare attenzione rivolta alla letteratura femminile e un omaggio speciale al ricordo di Niklaus Meienberg (1940-1993).
Pierre Lepori
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