Lo stadio, arena mediatica difficile da gestire
Durante l'incontro di calcio Svizzera-Israele 5 persone hanno invaso il campo. A due anni dall'Euro 2008, la sicurezza negli stadi elvetici deve essere migliorata?
Queste manifestazioni pacifiche sono praticamente impossibili da evitare, ma non preoccupano. I timori concernono soprattutto la tifoseria violenta.
In vista dei Campionati di calcio europei del 2008, la Svizzera avrebbe fatto volentieri a meno di quanto successo sabato allo stadio San Giacomo di Basilea.
Le selezioni nazionali elvetica ed israeliana erano in campo da 53 minuti, quando quattro giovani – seguiti poi da un quinto – hanno invaso il campo senza incontrare nessuna resistenza, inalberando due striscioni sui quali si potevano leggere frasi anti-israeliane.
La telecamere hanno evitato di riprendere in primo piano le scritte, ma il danno era ormai fatto.
I manifestanti – poi arrestati – hanno potuto muoversi indisturbati sul campo per quasi due minuti, senza che nessuno dei 300 membri del servizio di sicurezza intervenisse.
Reazione troppo tardiva
Come hanno fatto ad entrare indisturbati sul campo? Perché le forze dell’ordine hanno impiegato così tanto a reagire? Questi manifestanti erano pacifici, ma i prossimi? Questioni imbarazzanti per il paese che – assieme all’Austria – ospiterà gli Europei di calcio del 2008.
A Basilea, responsabile della sicurezza e della gestione dello stadio è la società «Basel United». Il suo direttore Christian Kern ha ammesso alla stampa che gli addetti alla sicurezza hanno reagito troppo lentamente.
Un punto di vista condiviso anche da William Gaillard, direttore della comunicazione dell’UEFA, secondo il quale «in vista degli Europei, bisognerà migliorare la rapidità d’intervento».
Peter Gilliéron, segretario generale dell’Associazione svizzera di calcio (ASF), non nasconde una certa irritazione per quanto accaduto sabato: «Gli addetti alla sicurezza devono essere molto più attenti, non possono permettersi di guardare la partita».
Episodi difficili da evitare
Dopo la tragedia dell’Heysel nel 1983, ci si è resi conto che barriere e recinzioni potevano rivelarsi delle trappole mortali ed essere estremamente controproducenti. Oggi sono in voga i cosiddetti «stadi all’inglese»: nei tre nuovi campi costruiti in Svizzera, ad esempio, non vi è più nulla che separa gli spettatori dal terreno da gioco.
Una simile architettura presuppone che vi sia «un buon servizio d’ordine», afferma William Gaillard, riconoscendo però che la sicurezza «non è garantita al 100%».
«In Germania durante la recente Coppa delle Confederazioni praticamente ad ogni partita si è visto uno ‘striker’ (quelle persone che corrono sul campo nudi, ndr). Credo sia impossibile evitare queste cose», aggiunge Gaillard.
I rimedi possono essere applicati solo a fatti avvenuti: «Queste persone sono escluse per lungo tempo dagli stadi».
Simili manifestazioni sono in fin dei conti innocue. L’importante – sottolinea il direttore della comunicazione dell’UEFA – è che nello stadio non vengano introdotti oggetti pericolosi, ma Gaillard è fiducioso: «Non abbiamo inquietudini particolari per quanto concerne la Svizzera».
Il timore concerne gli «hooligans»
Le preoccupazioni riguardano soprattutto il fenomeno dell’«hooliganismo».
«La tifoseria violenta – si legge ad esempio nel Rapporto 2004 sulla sicurezza interna della Svizzera pubblicato dall’Ufficio federale di polizia – sta assumendo una nuova dimensione. Sono sempre più frequenti le manifestazioni violente in occasione di eventi sportivi, soprattutto di incontri di calcio, ma anche di disco su ghiaccio.
Anche in Svizzera ci si sta però muovendo. Prossimamente, infatti, il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi su una revisione legislativa volta a rafforzare la lotta contro questo fenomeno, in particolare attraverso la creazione di una banca dati concernente gli «hooligans».
Quattro le principali misure contemplate dalla revisione: l’obbligo di presentarsi alla polizia, il divieto di lasciare la Svizzera, la proibizione di accedere a determinate aree e il fermo preventivo di polizia.
Secondo Gilliéron, il livello della sicurezza negli stadi elvetici è comunque buono: «Qualche dettaglio concernente il fattore umano va rivisto, ma in generale tutto va bene». «È un vantaggio – conclude – che un episodio come quello di sabato sia avvenuto prima dell’Euro, possiamo così trarre delle lezioni utili».
swissinfo, Daniele Mariani
Secondo le stime, per garantire la sicurezza durante i Campionati europei di calcio del 2008 saranno necessari circa 53 milioni di franchi.
La Svizzera ospiterà 15 partite (sei a Basilea, tre a Ginevra, tre a Berna e tre a Zurigo).
Gli altri 16 incontri verranno disputati in Austria.
In Svizzera sono circa 400 le persone alle quali è vietato accedere agli stadi.
Il numero di tifosi violenti è stimato a circa 600.
L’invasione di campo al San Giacomo di Basilea ha avuto pure un risvolto politico. Un deputato del Likud ha chiesto alla Svizzera di scusarsi pubblicamente per non essere riuscita ad impedire la manifestazione anti-israeliana.
La FIFA multerà sicuramente l’Associazione svizzera di calcio per quanto accaduto sabato. L’ammontare della contravvenzione non è ancora stato deciso.
Durante il Campionato europeo di calcio, la sicurezza all’interno degli stadi sarà assicurata dalle società che gestiscono la struttura, mentre all’esterno il compito sarà affidato alla polizia.
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