Maltempo in Vallese, sale a sedici il numero dei dispersi
Tredici persone mancano all'appello a Gondo, il villaggio sulla strada del Sempione travolto sabato da una frana che ha distrutto una decina di edifici. Altre tre persone sono date per disperse a Neubrück, vicino a Stalden.
Mentre a Gondo si attendono le decisioni del geologo cantonale per sapere se si potrà riprendere l’opera di sgombero dei detriti dopo l’inondazione di ieri, la situazione in Vallese sta assumendo contorni drammatici. Strade e collegamenti ferroviari nell’Alto Vallese sono interrotti: in alcuni casi vi sono stati allagamenti di case.
Secondo il portavoce dello stato maggiore di crisi del canton Vallese, Franziskus Escher, la situazione si è drammaticamente aggravata sul piano della sicurezza. La polizia raccomanda alla popolazione di rimanere in casa e di ascoltare la radio.
Il Rodano ha raggiunto il livello di guardia, traboccando in alcuni punti, ha detto Escher. Lungo il fiume tutte le cellule di crisi sono in allarme. «Temiamo – ha aggiunto il capo del servizio strade e acque del Vallese, Albert Fournier – una rottura delle dighe di contenimento».
Nell’Alto Vallese, si sta procedendo all’evacuazione di numerose zone, in particolare a Briga, Zermatt e Saas-Fee, che sono isolate. A Neubrück, vicino a Stalden, alcune case sono state colpite da una colata di fango e una persona è data per dispersa.
L’intero Alto Vallese è sul piede di guerra: tutte le forze disponibili sono state mobilitate, qualora si verificassero ulteriori colate di fango, inondazioni o smottamenti. Diverse strade anche nel Vallese centrale e nel Basso Vallese sono state sbarrate, come pure i collegamenti ferroviari con Briga. Anche nella regione di Martigny, tre cascine sono state fate evacuare a causa dell’aumento del livello delle acque, e la strada del Gran San Bernardo è stata chiusa a causa dei diversi torrenti che l’attraversano.
A Gondo, il villaggio situato sulla strada del passo del Sempione nei pressi della frontiera con l’Italia, le ricerche erano state interrotte sabato pomeriggio, a causa delle pessime condizioni meteorologiche e del rischio di nuovi smottamenti, dopo la frana che sabato mattina ha tagliato in due il villaggio.
Gondo ha potuto essere totalmente evacuato sabato pomeriggio, ma il pericolo permane estremo, a causa della massa d’acqua che si riversa sulla strada del Sempione, sia a nord che a sud del villaggio, e delle persistenti piogge che cadono sulla zona.
Per il momento, la polizia non è ancora in grado di confermare l’eventuale presenza di vittime sotto le macerie delle case distrutte dalla frana, poiché le persone date per disperse avrebbero potuto non trovarsi a Gondo al momento della catastrofe.
Anche nello Chablais sono segnalate inondazioni, in particolare nella regione di Bex. L’Avançon e i suoi affluenti sono straripati, mentre il Rodano fa registrare una portata di 1200 m3 di acqua al secondo, un limite mai più raggiunto dal 1993. Numerose strade sono chiuse e un’enorme quantità di tronchi, rami e detriti sono convogliati dalle acque verso il lago Lemano.
Oltre alla chiusura di strade e alle raccomandazioni emanate alla popolazione, tra le varie misure di sicurezza, adottate dalle autorità per far fronte alla drammatica situazione, figurano il blocco delle dighe dei bacini idroelettrici e la chiusura della rete di erogazione del gas in tutto il Vallese.
Frattanto anche il consiglio federale, attraverso un comunicato del presidente della Confederazione, Adolf Ogi, ha espresso la sua costernazione per la catastrofe che ha colpito il Vallese e in particolare Gondo, augurando alla popolazione coraggio e forza per superare questo brutto momento.
La Catena della Solidarietà ha dal canto suo riattivato il conto in favore delle vittime delle intemperie, 10-15000-6 (menzione Intemperie in Svizzera).
swissinfo e agenzie
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