Oltre le Alpi, Alinghi
Un documentario, girato dietro le quinte, mostra l'incredibile motivazione e spirito di gruppo che ha fatto vincere la coppa America al team svizzero.
Presentato al festival internazionale del cinema di Nyon, “Derrière les Alpes, la mer” è più un film sulla dinamica di gruppo che sullo sport.
L’unione fa la forza…
Una delle scene più rivelatrici, nella prima metà del film mostra il preparatore atletico di Alinghi che da una lezione di psicologia di gruppo a tutto il team riunito, un centinaio di persone.
Prende un fascio di bastoncini tipo da spiedino e lo da in mano ad un marinaio, invitandolo a romperlo: non c’è verso, nemmeno i suoi muscoli ben allenati riescono spezzare i bastoncini legati insieme.
La morale è che la squadra deve restare unita più possibile per vincere. Basta togliere quattro o cinque bastoncini e il fascio si rompe. Ognuno gioca insomma un ruolo essenziale.
… specialmente nei momenti difficili
Più tardi in un’altra scena del film il mitico skipper Russel Coutts, osannato dal pubblico di Nyon che ha voluto onorare con la sua presenza in sala durante la proiezione in anteprima, sta guidando in macchina verso casa sua.
Il regista Nicolas Wadimoff è seduto sul sedile di fianco e gli chiede di parlare del peso psicologico delle accuse di tradimento alla nazione che venivano lanciate contro di lui e gli altri membri neozelandesi del team Alinghi da parte della stampa locale.
“Forse tutta questa guerra mediatica contro Alinghi ci ha fatto addirittura un favore, risponde Coutts, perché ci ha resi ancora più uniti”.
Nel film è forse questo l’elemento che è meglio rappresentato. Non si tratta insomma di un film “di vela”, pieno di immagini spettacolari ed emozionanti. Qualcuna c’è, ma a dominare sono la quotidianità, i piccoli gesti, le riunioni in cui si parla di strategia di comunicazione, di meteorologia o di problemi giuridici.
“Volevo piuttosto mostrare l’altra parte dello specchio” spiega il regista, che sottolinea come le difficoltà maggiori, oltre a quella di non dare sui nervi con la sua telecamera, è stata quella di vincere una certa reticenza naturale dei marinai.
I marinai, gente di poche parole
“Ammiro tantissimo i marinai, ma forse perché sono abituati a star a lungo da soli, concentrati sul mare sono meno loquaci e più introversi di altri sportivi. C’è voluto tempo per guadagnare la loro fiducia”.
Il momento forse più difficile per il team, e per il regista, è stato durante l’interruzione delle gare a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli. Per ammazzare il tempo i marinai si distraggono allora giocando sotto la pioggia con dei piccoli modellini telecomandati.
“Ho cercato di catturare l’atmosfera pesante che regnava in quei giorni con quella scena”, dice Wadinoff. “Per me era assurdo. Un progetto di diversi milioni, con più di cento persone, un dispendio enorme di energia, tre anni di lavoro …e di colpo sono ridotti a giocare con dei battellini telecomandati.”
La calma dei forti
Per Jann Mailleh, marinaio di Alinghi, che ha assistito alla proiezione di Nyon, il film è riuscito a catturare il clima positivo che regnava all’interno del team: i momenti da lui preferiti sono quelli in cui in barca si scherzava e si rideva.
Per Pierre-Yves Jorand, coach, anche lui presente all’anteprima, uno dei momenti più belli del documentario è il massaggio alla schiena di Ernersto Bertarelli, che si rilassa prima della seconda sfida contro il team New Zealand e arriva a dire cose molto intime e profonde sulla propria infanzia.
“Lì davvero si sente la calma e la mancanza di tensioni tra di noi prima di una gara”.
swissinfo, Raffaella Rossello, Nyon
Titolo del documentario: “Derrière les Alpes, la mer”.
Autore: Nicolas Wadimoff, che ha seguito la squadra di Alinghi negli ultimi tre mesi di regate della Coppa America in Nuova Zelanda.
Coproduzione televisiva: TSR-Arte.
Nella versione breve di 50 minuti il film ha già raccolto l’interesse di diverse televisioni straniere.
Al Salone del libro di Ginevra presentato anche il libro ufficiale “Alinghi”.
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