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Patrimonio: la memoria collettiva sotto i nostri piedi

La collina della Cattedrale di Basilea nasconde nel suo interno un patrimonio storico di 3000 anni imagepoint

Alla scoperta di "un mondo nascosto nel sottosuolo": le Giornate del patrimonio invitano quest’anno la popolazione a ritrovare le tracce di civiltà e cultura che si trovano sotto i nostri piedi, spesso dimenticate. Oltre 300 monumenti sono aperti al pubblico dal 10 all’11 settembre.

Nella mitologia greca, il sottosuolo era il regno dei morti, in cui le anime, buone o cattive, erano abbandonate ad un triste destino, peggiore perfino della più indegna vita di schiavo. Nell’iconografia cristiana, le viscere della Terra erano l’inferno, luogo di supplizi e di tormenti per i dannati.

Per secoli e secoli, insomma, l’entroterra faceva più che altro paura: in grotte e catacombe si rifugiavano soltanto coloro che temevano una sorte ancora più orrenda alla luce del giorno. Poi, nell’era moderna, macchine, esplosivi e sistemi d’illuminazione hanno permesso all’uomo di appropriarsi in una certa misura anche delle profondità terrestri.

Cave e miniere sono state scavate per strappare le ricchezze del sottosuolo. Gallerie chilometriche hanno perforato interi massicci montagnosi per lasciar transitare i nuovi mezzi di trasporto. In numerose città si sono sviluppati veri e propri formicai sotterranei di cunicoli, metropolitane, negozi, parcheggi.

Radici nascoste

Se il sottosuolo non suscita più paure ancestrali, ancora oggi conserva però molti misteri, a cominciare dalla memoria delle civiltà passate: tracce di cultura e reperti archeologici giunti fino ai nostri giorni proprio per il fatto che sono rimasti a lungo sepolti sotto terra. Ma anche le radici nascoste del patrimonio storico che vediamo in superfice: fondamenta, cantine, cripte, celle.

“Un monumento è come un iceberg, la sua parte più grande è spesso invisibile”, osserva Boris Schibler del Centro nazionale d’informazione per la conservazione dei beni culturali (NIKE), che coordina in Svizzera le Giornate europee del patrimonio.

È il caso, ad esempio, del “Münsterhügel”, la collina della cattedrale che si erge nel cuore del centro storico di Basilea. La collina è formata da diversi strati di materiale e macerie, depositati uno sopra l’altro dai popoli che hanno abitato nella località renana a partire dall’età del bronzo. Oggigiorno soltanto l’epoca medievale affiora parzialmente in superficie, nel sottosuolo rimane invece ammassato un ricco archivio storico che risale fino a 3000 anni fa.

Attraverso un percorso sotterraneo, le Giornate del patrimonio invitano a compiere un viaggio nel tempo all’interno del Müsterhügel per scoprire alcuni tesori archeologici ritrovati: fortificazioni celtiche, pareti di abitazioni romane, tombe alemanniche, cripte e altari della prima chiesa basilese nel periodo franco, reperti del borgo all’epoca medievale, fondamenta e catacombe dell’attuale cattedrale.

Tesori minacciati

Le Giornate del patrimonio vogliono non da ultimo ricordare che anche i tesori sotterranei sono minacciati. “Nel secolo scorso, soprattutto tra il 1945 e il 1975, ben due terzi del patrimonio medievale di Basilea, comprese le fondamenta, sono stati distrutti: si voleva trasformare il centro storico in una zona adatta al traffico stradale”, ricorda Daniel Schneller, responsabile cantonale della protezione del patrimonio a Basilea città.

Solo l’introduzione della legge sulla protezione del patrimonio negli anni ’80 ha permesso di porre fine a questo scempio, che ha cancellato definitivamente una parte importante della memoria collettiva e della principale attrattiva turistica della città.

“Da allora i tempi sono cambiati, ma ancora oggi non tutti sono coscienti dell’importanza culturale ed economica del patrimonio storico, i cui sostegni finanziari dei cantoni e della Confederazione continuano ad essere rimessi in discussione di anno in anno. Eppure nel nostro passato si ritrovano le radici dell’identità che ci definisce oggi”, rileva Hans Widmer, presidente di NIKE.

Coscienza collettiva

Il “mondo nascosto nel sottosuolo” non è fatto soltanto di reperti di civiltà lontane. Le Giornate del patrimonio presentano in tutta la Svizzera numerosi siti che risalgono all’epoca più recente. Impianti sotterranei di cui ignoriamo spesso l’esistenza, ma che sono al servizio della nostra vita quotidiana: bacini di raccolta delle acque potabili, canalizzazioni, centrali elettriche, mulini, archivi e biblioteche, miniere di sale, cantine adibite alla coltivazione di funghi.

Tra i 310 siti aperti al pubblico figurano diversi impianti che testimoniano di un passato contrassegnato anche da minacce, paure e segreti: fortificazioni, strutture di difesa antiaerea, rifugi antiatomici, grotte trasformate in chiese e cappelle, cantine utilizzate dalla massoneria. Luoghi che rammentano periodi difficili della nostra storia.

“Il sottosuolo nasconde molte realtà che abbiamo cercato di rimuovere dalla nostra coscienza collettiva, ma che fanno parte della nostra storia e continuano a influenzare in qualche modo anche il presente. Con le Giornate del patrimonio vogliamo anche offrire un’occasione per riscoprire queste realtà”, sottolinea Hans Widmer.

Le Giornate europee del patrimonio nascono nel 1984 in Francia, con l’introduzione di una giornata delle porte aperte ai monumenti nazionali.

Nel 1985, in occasione della Conferenza dei ministri europei responsabili dei beni architettonici, l’allora ministro francese della cultura Jack Lang propone di istituire delle Giornate europee del patrimonio.

All’iniziativa aderiscono nel giro di pochi anni diversi governi europei. Dal 1991 le Giornate del patrimonio vengono patrocinate dal Consiglio d’Europa e dall’Unione europea.

Oggi le Giornate del patrimonio vengono indette in 49 paesi europei e attirano ogni anno oltre 20 milioni di visitatori in tutto il Continente.

Scopo di questa manifestazione è di sensibilizzare la popolazione sull’importanza del patrimonio storico continentale, favorire la sua conservazione e promuovere la comprensione delle diversità culturali in Europa.

Membro del Consiglio d’Europa, la Svizzera ha aderito nel 1994 alle Giornate europee del patrimonio.

La manifestazione viene organizzata dalle autorità cantonali e dal Centro nazionale d’informazione per la conservazione dei beni culturali (NIKE), che raggruppa 35 organizzazioni specializzate nella tutela del patrimonio nazionale.

Quest’anno le Giornate del patrimonio si svolgono in Svizzera durante il fine settimana dell’10 e 11 settembre.

I visitatori potranno accedere a 310 siti in 26 cantoni, scelti per illustrare il tema di questa edizione, “un mondo nascosto nel sottosuolo”.

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