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Polemiche per la preferenza dell’inglese nelle scuole di Zurigo

La decisione delle autorità zurighesi di privilegiare l'insegnamento dell'inglese al posto del francese, lingua nazionale in Svizzera, sta creando polemiche Keystone

L'insegnamento prioritario dell'inglese, al posto del francese, nelle scuole zurighesi irrita il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) Hans Ulrich Stöckling (foto), secondo il quale compromette il dialogo.

La maggioranza dei direttori cantonali della pubblica educazione, e non soltanto i romandi, non capiscono la posizione zurighese, afferma Stöckling in un’intervista pubblicata sabato del quotidiano svizzero tedesco «Neue Zürcher Zeitung».

Stöckling, che è anche consigliere di Stato nel Canton San Gallo, sostiene inoltre che sarebbe stato più giusto aspettare i suggerimenti sulla questione che la CDPE aveva intenzione di presentare il prossimo mese di novembre.

Queste proposte avrebbero permesso di trovare un compromesso, ma l’annuncio precipitoso delle autorità cantonali zurighesi vanifica ogni dialogo costruttivo sul tema, sottolinea il presidente della CDPE.

Altri cantoni potranno ora seguire l’esempio zurighese e prendere decisioni unilaterali, senza nemmeno prendere in considerazione il parere della Conferenza dei direttori cantonali. Il comitato della CDPE dovrà discuterne giovedì prossimo, precisa ancora Stöckling.

In un’intervista rilasciata sabato alla «Neue Luzerner Zeitung», la consigliera di stato ginevrina Martine Brunschwig Graf ha affermato che la decisione di Zurigo è sintomo di «arroganza». È chiaro che questo cantone, ha aggiunto la vice presidente della CDPE, avrebbe chiesto l’insegnamento precoce dell’inglese. Tuttavia, ha puntualizzato la ginevrina, Buschor aveva promesso che non avrebbe anticipato la decisione prima di conoscere il parere della CDPE. Il modo in cui la notizia è stata diffusa è sintomatico di una mancanza di tatto nei confronti degli altri cantoni.

In generale, ha riferito il quotidiano lucernese, la ginevrina non è contraria all’insegnamento, fin dalle prime classi, dell’inglese e afferma di comprendere la volontà pedagogica dell’omologo zurighese. Tuttavia gli rimprovera di considerare la questione solo a breve termine.

L’inglese, ha affermato la Brunschwig Graf, «non deve diventare l’esperanto della Svizzera».Buschor, intervistato sabato dalla Radio svizzero tedesca DRS, si è detto dispiaciuto che la notizia della decisione dell’esecutivo zurighese sia stata interpretata come una mancanza di stile. A suo avviso è importante che sulla questione della prima lingua straniera, da insegnare a scuola, si apra un dibattito pubblico e non si limiti unicamente alla CDPE.

L’insegnamento dell’inglese corrisponde ai desideri dei genitori e degli allievi, ha precisato. L’esecutivo zurighese aveva già annunciato il 15 novembre del 1999 di voler introdurre l’insegnamento precoce dell’inglese. La notizia di giovedì, ha precisato Buschor, non fa concretizzare una decisione già presa.

Anche il responsabile dell’istruzione del canton Zurigo desidera un maggior coordinamento in queste problematiche a livello svizzero, purché non vi siano costrizioni da parte di cantoni o regioni affinché si adotti una soluzione piuttosto che un’altra.

Il governo zurighese ha deciso che dal 2003 l’insegnamento dell’inglese nelle scuole sarà prioritario, a scapito del francese, qualunque siano le raccomandazioni della CDPE.

La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha già stigmatizzato venerdì la mancanza di sensibilità per la coesione del Paese dopo la decisione adottata dalle autorità zurighesi di privilegiare l’inglese a scapito del francese.

swissinfo e agenzie

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