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Simbolismo e liberty a Villa Cedri di Bellinzona

Soggetto simbolico di Fausto Agnelli, tra le opere esposte a Bellinzona. Museo Cantonale d'Arte, Lugano

La pittura svizzera alla svolta del Novecento viene illustrata in una grande mostra a Bellinzona, aperta fino alla fine di ottobre. Vi figurano anche numerose opere di grandi artisti svizzeri, come Hodler, Vallotton, Böklin, Klee e i Giacometti.

L’arrivo del millennio ha costituito lo spunto per volgere uno sguardo d’insieme alla produzione pittorica svizzera che ha caratterizzato l’inizio del Novecento. Se infatti artisti quali Ferdinand Hodler e Félix Vallotton sono ben conosciuti, scarsi sono ancora i tentativi di porre in relazione le loro opere con quelle dei loro contemporanei e connazionali meno noti.

L’esposizione “1900. Simbolismo e Liberty nella pittura svizzera” offre quindi l’occasione di mettere a fuoco la complessa varietà di questo periodo di transizione. La si può visitare alla Villa dei Cedri di Bellinzona fino al 29 ottobre e poi a Sion dal 19 novembre al 7 gennaio 2001, mentre Soletta l’ha già ospitata quest’estate.

A parte poche eccezioni, tutti i pezzi esposti risalgono agli anni compresi tra il 1890 e il 1914, quindi fra la stagione naturalista e quella espressionista, escludendo invece quasi completamente il periodo moderno. Si tratta di una scelta originale di 120 opere (ottanta dipinti e quaranta carte) di area simbolista-liberty, provenienti dalle diverse culture figurative della Svizzera tedesca, francese e italiana.

Varie le tendenze che si delineano in questa offerta espositiva: la decisa affermazione della pittura di paesaggio, la propensione all’astrazione e allo spiritualismo, la trasfigurazione degli elementi naturali e, più in generale, il superamento del realismo. Anche la questione dell’identità nazionale assume la sua importanza, ribadita da una serie di dipinti a carattere storico.

Le firme famose sono presenti in maniera rilevante: da Arnold Böcklin a Paul Klee, da Giovanni Segantini ad Augusto e Giovanni Giacometti, senza naturalmente dimenticare Hodler e Vallotton. Ma ci sono anche artisti da scoprire: Fausto Agnelli, Martha Cunz, Otto Ernst, Charles-Clos Olsommer e Charles l’Eplattenier. Le opere provengono da oltre trenta musei e collezioni private elvetiche e sono riprodotte quasi integralmente nel catalogo che accompagna la mostra, disponibile nelle tre edizioni francese, tedesca e italiana.

L’iniziativa é nata grazie alla fortunata collaborazione tra il Kunstmuseum di Soletta, iniziatore del progetto, la Villa dei Cedri di Bellinzona e il Musée cantonal des Beaux-Arts di Sion. Si è così concretizzato l’obiettivo, più volte auspicato a livello federale, di un sempre maggiore interscambio tra le diverse aree culturali svizzere.

Alessandra Zumthor

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