Un’antologia di Piero Bianconi
E' la prima raccolta di prose selezionate che ritraggono a tutto tondo il percorso letterario di uno dei maggiori scrittori della Svizzera italiana, scomparso nel 1984.
Pubblicata dall’editore Dadò di Locarno, e presentata qualche giorno fa al Centro Elisarion di Minusio dal critico milanese Dante Isella, l’antologia è curata da Renato Martinoni, ordinario di Letteratura italiana all’Università di San Gallo, e da Sabina Geiser Foglia che da alcuni anni sta lavorando al riordino dell’archivio dello scrittore.
“L’antologia di scritti” di Piero Bianconi, nei dodici capitoli a tema compendia i suoi vasti interessi: dal saggio alla prosa d’arte, dall’elzeviro alle traduzioni per grandi casi editrici italiane, dagli articoli per i giornali alle collaborazioni radiofoniche e alla poesia.
Cinquant’anni di attività intellettuale dell’autore di volumi ormai famosi come “L’albero genealogico” un diario familiare sul crudo sfondo di storie e cronache dell’emigrazione; “Il Ticino com’era”, “Croci e rascane” o il libro denuncia “Occhi sul Ticino”, tutti editi da Dadò che agli esordi della sua casa editrice trovò proprio in Bianconi uno dei più determinati sostenitori.
Il capitolo iniziale dell’antologia è incentrato sulle prime prose, frutto del periodo trascorso da Bianconi tra Firenze e Roma. Soggiorni di studio che influirono notevolmente sulla sua formazione grazie alla frequentazione degli ambienti culturali italiani. Poi il rientro in Ticino e le acute riflessioni sulla sua terra che scaturiscono da uno scavo continuo nella memoria collettiva e nelle testimonianze della cultura popolare. Una parte del volume è, invece, dedicata ai ritratti di personaggi diversi conosciuti dallo scrittore.
Nel capitolo “Taccuini e diari” sono invece raccolti gli appunti più significativi dello scrittore che viaggiò a lungo in Francia, Italia, Russia e Grecia. Intensa anche la produzione di saggi storico-artistici pubblicati in Svizzera e in Italia e la sua attività di traduttore, di cui l’antologia presenta alcuni lavori inediti. Come sono pure inedite le sue poesie giovanili raccolte nel capitolo “Esordi”, scritte negli anni ’30, quando Bianconi stava faticosamente cercando una sua cifra espressiva.
E sull’arco di un’attività letteraria e di un impegno civile durati mezzo secolo, non poteva mancare una selezione di testi giornalistici, elzeviri soprattutto, che per la raffinatezza di stile e la vis polemica restano sempre attuali.
Libero D’Agostino
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