Un inestimabile tesoro culturale in mostra a Berna
Berna possiede un grande tesoro librario, ma quasi nessuno lo sa. Una mostra e vari eventi dedicati a Jacques Bongars, bibliofilo morto 400 anni fa, vogliono ora far conoscere questo inestimabile patrimonio culturale al grande pubblico.
«Erudito, diplomatico, collezionista di libri»: è questo il titolo della mostra dedicata a Bongars, un ugonotto e umanista nato nel 1554 a Orléans e morto nel 1612 a Parigi. La mostra è curata da un gruppo di storiche e storici della biblioteca universitaria e della Burgerbibliothek (biblioteca del patriziato) di Berna.
Grazie ai viaggi e ai contatti allacciati durante le sue missioni diplomatiche e alla sua passione per la scienza e per i libri, Bongars riuscì a creare «una delle più grandi e più importanti biblioteche private dell’età moderna», spiega Florian Mittenhuber, conservatore della collezione Bongars alla Burgerbibliothek.
I libri come salario
Jacques Bongars era «uno che andava matto per i libri, che mosso dal suo entusiasmo impiegò tutte le sue energie e tutto il suo patrimonio per acquistarli», osserva ancora Mittenhuber.
Un esempio dell’atteggiamento dell’erudito francese è fornito dal suo intervento come mediatore tra cattolici e protestanti nella disputa di Strasburgo. «Il salario per i suoi servizi se lo fece pagare in libri. Cosi venne in possesso di alcuni dei volumi più preziosi della sua collezione».
Mittenhuber descrive Bongars come una persona «molto aperta verso le nuove scoperte e verso gli altri», disposta a mettere a disposizione di tutti gli eruditi dell’epoca la sua collezione.
Bongars fu uno dei più importanti diplomatici della Francia di Enrico IV, avveduto e tenace, determinante per la politica francese negli stati tedeschi passati alla Riforma. «Ma si logorò in innumerevoli trattative. Il bilancio dei suoi risultati appare modesto».
Nella sua epoca Bongars fu un erudito e diplomatico di spicco, ma oggi la sua figura è pressoché sconosciuta. Forse anche perché – osserva Mittenhuber – non si mise mai in primo piano. La sua vita fu del resto segnata anche da eventi tragici. La fidanzata morì di malattia nel giorno del matrimonio.
Pezzi unici
La biblioteca, passata in eredità al figlioccio, contava alla morte di Bongars 3’100 volumi a stampa, per un totale di circa 7’000 titoli, e 600 manoscritti. Comprende tra le altre cose i commenti tardo-antichi alle opere di Virgilio, conservati solo a Berna, e le opere scientifiche di Galileo Galilei e Tycho Brahe.
Nel 1632 l’erede di Bongars, sposato con la figlia dell’allora scoltetto (sindaco) di Berna, Franz Ludwig von Erlach, donò la collezione alla città di Berna.
Una delle migliori biblioteche
«Con la donazione della collezione di Jacques Bongars, che comprendeva opere di tutte le discipline, la biblioteca della Hohe Schule (la futura università di Berna, NdR) raddoppiò il numero di libri conservati», ricorda Sabine Schlüter, curatrice dei fondi storici della biblioteca universitaria bernese.
Dedicata fino a quel momento soprattutto alle opere teologiche, la biblioteca bernese si trasformò, grazie all’apporto di opere scientifiche e letterarie, ai libri di medicina e ai resoconti di viaggio (per esempio di Marco Polo), in una biblioteca universale barocca, al passo con le altre biblioteche europee del XVII secolo.
«La donazione ha catapultato Berna fra le migliori biblioteche svizzere dell’epoca», ha affermato Claudia Engler, direttrice della Burgerbibliothek di Berna, nel discorso di apertura della mostra.
Strumento della politica di potenza
La collezione non arrivò per caso a Berna: la biblioteca rispondeva a precise mire politiche e confessionali della città. Da una parte, spiega Claudia Engler, il tesoro librario serviva a guadagnare posizioni nella competizione tra le città universitarie svizzere.
«Al contrario delle città umaniste di Basilea e Ginevra, prima della Riforma Berna non era una città attiva nell’educazione superiore. Solo con l’apertura, nel 1528, della Hohe Schule (Alta scuola) per la formazione dei pastori protestanti le cose cambiarono».
Sul piano europeo, nel contesto della guerra dei Trent’anni, Berna coltivava in segreto l’ambizione di superare Heidelberg e di posizionarsi come polo formativo protestante in contrapposizione con le città cattoliche, dice Claudia Engler.
La città non riuscì però a sfruttare la preziosa eredità per attirare studenti e intellettuali dall’estero. Già poco tempo dopo la donazione, un foglio satirico ironizzava sui preziosi volumi inutilizzati e impolverati.
Oggi, grazie alle moderne tecniche di restauro e a un’intensa attività di ricerca, i volumi e i manoscritti sono di nuovo liberi dalla polvere. È rimasto il desiderio di rendere la biblioteca accessibile al grande pubblico. «Finora si è parlato poco della qualità della collezione. C’è ancora molto da scoprire», dice Mittenhuber.
1554: Jacques Bongars nasce a Orléans da genitori ugonotti della bassa nobiltà.
1564: studia in Germania (Jena, Heidelberg, Marburgo, Colonia).
dal 1576: studia diritto all’università di Bourges, in Francia.
dal 1584: compie numerosi viaggi in Europa
dal 1593: è ambasciatore permanente di re Enrico IV di Francia presso le corti protestanti tedesche.
1597: il 1° febbraio, giorno fissato per il matrimonio, muore la sua fidanzata.
1610: interrompe la carriera di diplomatico per dedicarsi interamente a suoi studi
1612: alla fine di luglio muore a Parigi
1632: il figlioccio di Bongars regala la sua biblioteca alla città di Berna.
La mostra «Jacques Bongars (1554-1612): erudito, diplomatico, collezionista di libri», allestita nella biblioteca universitaria di Berna, rimarrà aperta fino al 22 marzo 2013.
(Traduzione dal tedesco e adattamento: Andrea Tognina)
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