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Una nuova biblioteca per Einsiedeln

La biblioteca firmata Mario Botta. Bibliothek Werner Oechslin

Dopo una lunga fase di gestazione è stata inaugurata ad Einsiedeln, nel canton Svitto, la Biblioteca Werner Oechslin, progettata dall'architetto Mario Botta.

Il nuovo edificio, che raccoglie una delle biblioteche più straordinarie e più belle nell’ambito della storia dell’architettura, è destinata a diventare un centro di studi internazionale.

Werner Oechslin ha collezionato nel corso di tutta la sua vita libri antichi, opere prime, edizioni rare, incunaboli, testi fondamentali di architettura ma anche di storia dell’arte, di filosofia, di matematica, di algebra, d’ingegneria, di astronomia, di tutte le materie insomma che hanno a che fare con l’architettura.

Sono almeno 20 anni che Oechslin insegue il sogno di dare una dimora adeguata a questa sua preziosa e straordinaria collezione, nell’intento di renderla anche accessibile a chi fa ricerca.

Ora la tenacia e la passione di Oechslin sono state premiate e il piccolo borgo di Einsiedeln, oltre alla famosa biblioteca dell’Abbazia benedettina, offre agli studiosi un’altra biblioteca.

Un tipico Mario Botta sul cammino per Santiago

La nuova biblioteca si trova nelle vicinanze dell’abbazia, lungo il sentiero che da secoli collega Einsiedeln con un altro luogo di pellegrinaggio: la lontana Santiago de Compostela.

Arrivandovi dal borgo, il nuovo edificio che ospita la biblioteca sembra emergere dalla collina come la prua di una nave. Su un taglio verticale si apre l’ingresso al quale si giunge salendo una scalinata che conferisce grande dinamicità al complesso.

La scalinata prosegue dentro l’edificio in una galleria coperta. Questa si prolunga sul retro del fabbricato e ha la funzione di indicare la continuazione ideale di un cammino.

Sebbene di dimensioni modeste, la costruzione non è priva di monumentalità e nelle sue forme geometriche è facilmente identificabile il linguaggio architettonico tipico degli edifici di Mario Botta.

Gli interni: tra modernismo e linguaggio iconografico

La sala di lettura, situata nella parte alta dell’edificio, porta ancora la firma dell’architetto ticinese. “La sala concava – conferma Botta – è un disegno che ho voluto io per non contrastare in maniera dura la collina retrostante. Quindi la sala ha da una parte questa grande parete curva che si oppone alla spinta del terreno della collina che appunto ha al suo fianco.”

In questa sala, dove migliaia di volumi saturano le pareti, una luce leggera filtra dal soffitto ed illumina le travi mettendo in risalto le diciture e gli aforismi voluti da Oechslin a richiamo della cultura che il luogo dovrebbe ricordare ai visitatori.

È proprio qui, all’interno dell’edificio, che il linguaggio modernista di Botta si scontra con quello simbolico, narrativo e iconografico di Oechslin.
“Io credo che Werner – afferma Botta – avesse il diritto di mostrare a casa sua, perché siamo a casa sua, il mondo che gli è più congeniale, quindi da questo punto di vista io mi sono tirato indietro volentieri in punta di piedi.”

Il mondo simbolico esplode nel sottosuolo

Ma l’impianto esterno è solo la punta di un iceberg: i veri magazzini della biblioteca e le sale tematiche, si sviluppano in maniera ipogea sotto il giardino dove si trova la casa di Oechslin. Sottoterra si apre un mondo assai diverso dove trova sfogo la passione del committente, non a caso un esperto del barocco.

“Questo – aggiunge Botta – è un mondo un po’ esoterico, fantastico, simbolico, metaforico, voluto, costruito, modellato da Werner Oechslin direttamente. Quindi è un po’ il riflesso della sua personalità della sua visione del mondo che evidentemente si distanzia da quella dell’architetto che testimonia della cultura del proprio tempo.”

Nel sottosuolo la biblioteca scava il terreno per ospitare quelle che Oechslin chiama ‘le camere della meraviglia’: un mondo disseminato di libri ma pieno anche di elementi figurativi e simbolici, citazioni di autori antichi, busti di grandi pensatori, iscrizioni e copie di steli antiche e apparizioni numerologiche di sapore quasi esoterico.

Una casa per i libri

Il progetto della biblioteca è nato ed è stato realizzato in stretta collaborazione con Mario Botta ma, come afferma lo stesso architetto “io ho prestato, diciamo, la mia arte, il mio sapere di costruttore, ma la vera organizzazione mentale, la vera organizzazione filosofica, di pensiero che sorregge questa straordinaria raccolta che per Werner Oechslin è il lavoro di una vita intera, deve essere riconosciuta al suo autentico autore che è Werner Oechslin.”

La costruzione della biblioteca non è stata facile. Si è dovuto far fronte a resistenze locali, alla ricerca di finanziamenti e anche il progetto è frutto di molti compromessi, tra l’idea sobria e funzionale dell’architetto e la debordante passione del committente. Compromessi che si sono potuti raggiungere solo grazie alla stima e all’amicizia reciproca.

“Sono soddisfatto soprattutto dalla biblioteca – conclude Mario Botta – nel senso che il contenitore che io ho costruito era solo uno strumento ed è uno strumento per questo deposito di memoria, che rappresenta appunto una biblioteca, che io credo, nel caso di Werner Oechselin, rappresenti un unicum al mondo.”

swissinfo, Paola Beltrame, Einsiedeln

1992 la Stiftung Bibliothek Werner Oechslin muove i primi passi
1996 Mario Botta traccia i primi schizzi della biblioteca
1998 la Stiftung Bibliothek Werner Oechslin viene fondata ufficialmente
1999 un contratto ne regola lo statuto e la collega al Politecnico di Zurigo
2003 iniziano i lavori di costruzione della biblioteca, costata alla fine 4,5 milioni di franchi

Di Einsiedeln era già nota la secolare biblioteca barocca dell’abbazia benedettina. Ora la cittadina svittese dispone di una seconda prestigiosa biblioteca: quella che il collezionista Werner Oechslin ha progettato in collaborazione con l’architetto Mario Botta.

Oechslin ha diretto per oltre 20 anni l’Istituto di storia e teoria dell’architettura presso il Politecnico federale di Zurigo. Specializzata nel campo dell’architettura e, più in generale, della cultura umanistica, la biblioteca raccoglie oltre 50mila volumi dal 1500 ai nostri giorni, ed è destinata a diventare un centro di studi internazionale.

I lavori di costruzione della biblioteca sono stati sostenuti da Einsiedeln, il canton Svitto, la Confederazione, la Fondazione Werner Oechslin e da donatori privati.

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