1 a 0… «È peccato!», gridano gli Svizzeri di Parigi
Su invito dell'Unione sportiva svizzera, gli espatriati elvetici a Parigi hanno seguito l'incontro di apertura dell'Euro 2008 nel bistrot di Didier, il cassiere del club. Davanti allo schermo c'erano impiegati dell'ambasciata, grigionesi in vacanza e pure dei tifosi francesi.
Hans, il più ottimista, scommette su un 2 a 0 per la Svizzera. Werner, il più pessimista, pronostica invece un 3 a 0 per i cechi. Tra i due, una sfilza di 1-0, 2-1, 1-1… La maggior parte dei tifosi prevede comunque una vittoria elvetica. Sono molto forti! In semifinale gli svizzeri incontreranno la Germania. «E vinceranno!», si entusiasma Hans, senza alcun dubbio. E dopo? «Dopo batteranno l’Italia in finale per 1 a 0».
Bandiere rosse e bianche e un enorme campanaccio decorano il Vin Bis, il ristorante in cui solitamente i giocatori dell’Unione sportiva svizzera (USS) si ritrovano per assistere alle partite. Questa sera il calcio ha attirato un pubblico di classe: tra gli spettatori si distinguono delle donne con fini camicette bianche e collane di perle.
Sono una quarantina gli espatriati giunti per il match; pochi però quelli che indossano sciarpe, T-shirt o cappellini rossi con la croce bianca. «Peccato, qui alla gente non piace travestirsi», deplora il vent’enne Kevin, diversi piercing e una fascia di spugna con i colori svizzeri al polso.
«È iniziata!»
La partita comincia senza suscitare grosse emozioni tra gli spettatori. Per ora si parla soprattutto dell’aspetto tecnico e dei giocatori:
– Chi è lui?
– Magnin.
– Dove gioca?
– In Germania, a Leverkusen, credo. È uno bravo, aggressivo.
Il pubblico è ottimista, incoraggia i giocatori, applaudisce il portiere Benaglio. L’atmosfera non è né tesa né spensierata, ma concentrata. Alla svizzera.
«Siamo fiacchi… ». Didier Dumas, il gerente, tenta di scaldare un po’ la sala lanciando un «Forza Cechia!». E poi sopraggiunge lo scontro tra Alex Frei e il difensore ceco Grygera. Nessuno ci crede. Eric, giovane giocatore dell’USS di origine guineane, assiste alla scena con aria preoccupata: «Ahi ahi ahi, sembra grave….». Quando il ginocchio di Frei appare in televisione fisso in una stecca, uno svizzero tedesco sbotta in un rumoroso «Scheisse».
Mangiare o giocare
Fine primo tempo: si apre il buffet. Nessuna raclette o carne secca dei Grigioni. Il menù è europeo con roquefort e carpaccio. All’inizio del secondo tempo, due signore voltano le spalle allo schermo, più interessate al contenuto del loro piatto che ai 22 baldi giovani che corrono nuovamente dietro ad un pallone. Gli uomini – più sperimentati e più appassionati – si sono precipitati rapidamente sul buffet così da terminare il loro piatto entro i tempi regolamentari.
La partita riprende, con più velocità. La sala si anima e ansima con grandi «ah» e grandi «oh». Alcune mani si alzano, tentando di spingere i giocatori verso sinistra, ma le azioni finiscono con dei «nooo» e dei «fuorigioco!». François, vicepresidente dell’USS, comincia ad innervosirsi. «Adesso segnano sì o no?».
I tifosi di calcio s’impazientiscono. Gli altri trovano invece il tempo per parlare di moda. «Che strane, le cifre “pixellizzate” sulle maglie dei giocatori: fa male agli occhi. Preferisco le loro divise abituali…».
Fuori dal bistrot passa un gruppo di locali. «Hopp Suisse», gridano. Il martellamento mediatico che accompagna l’Euro è riuscito ad insegnare loro l’equivalente elvetico di «Allez les bleus» (“Forza Francia”). Thomas, in quanto a lui, nascosto dietro il bancone, non ha ben capito la differenza… Ha sei anni e ama il football. È un sostenitore di… Parigi. Suo padre viene alla sua riscossa: «No, Parigi è rugby. Qui è calcio».
La rete
Nessuno se l’aspettava, la rete del ceco Sverkos. Al 70esimo minuto, dopo diverse occasioni fallite dalla Nazionale elvetica… nel bistrot c’è un’esplosione di parolacce in francese e dialetto svizzero tedesco.
In un angolo, alcuni giovani francesi capitati per caso in questo covo elvetico mostrano una certa compassione. «Ci spiace per questi svizzerotti». Prima di aggiungere, fiduciosi: «Non preoccupatevi: pareggeranno».
La delusione si legge chiaramente sui visi. Soltanto tre grigionesi, visibilmente poco entusiasmate da ciò che sta succedendo a Basilea, alzano le spalle. «Che vinca il migliore…». Per gli altri si annuncia la prima sconfitta. Amara. Quando le immagini del goal sono ritrasmesse al rallentatore, un tifoso non riesce a trattenersi: «Si tratta comunque di una bella azione di m….».
Non tutto è perduto. Nella sala c’è ancora abbastanza buonumore per scoppiare a ridere quando Johan Vonlanthen si piglia un cartellino giallo dopo appena un minuto di gioco. E alcuni s’improvvisano filosofi: «Ok, ora bisogna vincere contro il Portogallo…»
Gli svizzeri ci credono, fino in fondo. Tutta la sala si alza, grida, sospira al momento delle ultime occasioni sprecate. Alla fine, l’espressione è sulle labbra di tutti: «Che peccato».
swissinfo, Miyuki Droz Aramaki, Parigi
(traduzione dal francese: Luigi Jorio)
Basilea, St. Jakobspark, 42’500 spettatori
Svizzera – Cechia 0-1
Reti: 71′ Vaclav Sverkos
Svizzera: Diego Benaglio; Stephan Lichtsteiner (74′ Johan Vonlanthen), Patrick Müller, Philippe Senderos, Ludovic
Magnin; Valon Behrami (Eren Derdiyok), Gökhan Inler, Gelson Fernandes, Tranquillo Barnetta; Alex Frei (45′ Hakan Yakin), Marco Streller.
Repubblica Ceca: Petr Cech; Zdenek Grygera, Tomas Ujfalusi, David Rozehnal, Marek Jankulovski; Libor Sionko, David Jarolim (86′ Radoslav Kovac), Tomas Galasek, Jan Polak, Jaroslav Plasil; Jan
Koller (56′ Vaclav Sverkos).
Arbitro: Roberto Rosetti (Italia)
Nel 2007 uno svizzero su dieci viveva all’estero (668’000 persone). 176’723 espatriati elvetici risiedono in Francia (147’713 hanno la doppia nazionalità), mentre nella Confederazione ci sono 160’000 francesi.
Fondata nel 1916 dalla Nuova Società elvetica di Gonzague de Reynold, l’Organizzazione degli Svizzeri dell’estero ha la sua sede a Berna e riunisce circa 750 associazioni e istituzioni svizzere all’estero.
Creata nel 1958, l’Unione delle Associazioni svizzere di Francia raggruppa oggi una novantina di organizzazioni.
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