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Accordo per un divieto delle armi a grappolo

Dopo 10 giorni di lavori, le delegazioni dei 109 paesi partecipanti alla Conferenza di Dublino sul disarmo hanno raggiunto un'intesa per la messa al bando delle bombe a grappolo, considerate una delle armi più diaboliche mai concepite dalla mente umana.

“A Dublino è stato fatto un passo molto importante per rendere il mondo un posto più sicuro”, ha dichiarato il premier britannico Gordon Brown, soddisfatto per l’esito delle lunghe trattative. La Convezione sulle armi a grappolo prevede che ogni stato firmatario si impegni in modo solenne a non utilizzare, produrre o acquistare qualsiasi tipo di “cluster bomb”. L’accordo è stato tuttavia definito “dimezzato” da alcuni partecipanti, dal momento che la conferenza è stata boicottata da diversi paesi che hanno già fatto largo uso di queste armi a frammentazione, in particolare Stati uniti, Cina, Russia, Israele, Pakistan e India.

Le bombe a grappolo sono ordigni che, prima di toccare terra, rilasciano decine di mini-bombe, di cui solo una parte esplodono in seguito all’impatto con il suolo. Le altre restano “in agguato” sul terreno, pronte ad uccidere al minimo contatto, anche a distanza di anni. Con la loro forma curiosa e invitante (alcune sembrano palline da tennis colorate), causano il maggior numero di vittime tra i civili, spesso tra i bambini. È accaduto ad esempio in Kosovo nel 1999, in Iraq nel 2003, il primo anno di guerra, e nel sud del Libano nel 2006, dove le “cluster” uccisero almeno 200 persone.

Secondo alcune organizzazioni non governative, anche l’esercito svizzero dispone di armi a grappolo. Si tratterebbe di circa 200’000 ordigni del tipo M85, prodotte dal fabbricante svizzero di armi Ruag, in base ad una licenza israeliana. Queste informazioni non sono state né smentite, né confermate dal Dipartimento federale della difesa.

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