The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Adolf Ogi: dallo sport alla politica

Adolf Ogi, grafico SRI Keystone

La carriera di Adolf Ogi rappresenta un caso piuttosto anomalo nel mondo politico svizzero: si era fatto un nome nello sport, non disponeva di un titolo universitario ed era, al momento della sua elezione, uno dei consiglieri federali più giovani.

Prima di iniziare l’attività politica, Adolf Ogi si era contraddistinto soprattutto in ambito sportivo: negli Anni Settanta quando contribuì ai successi della squadra svizzera di sci alpino. In quest’ambito venne designato per tre volte capo delegazione della Federazione svizzera di sci ai giochi olimpici invernali del 1972, 76 e 1980. I successi elvetici alle Olimpiadi di Sapporo rimangono ancora oggi legati al suo nome. Anche la sua professione prima dell’elezione in governo ha attinenza con il mondo dello sport: fino all’inizio di dicembre del 1987 Adolf Ogi era infatti direttore generale di Intersport, azienda leader sul mercato svizzero di articoli sportivi.

Adolf Ogi era stato eletto in Consiglio federale il 9 dicembre 1987. La sua elezione avvenne al secondo turno, con 132 voti su una maggioranza assoluta di 121. Adolf Ogi prese il posto del grigionese Leon Schlumpf, collega di partito nell’Unione democratica di centro.

Con i suoi 45 anni di età, Adolf Ogi contribuì al rinnovamento del governo avviato nel 1983 con l’improvvisa morte di Willi Ritschard, le successive dimissioni per motivi di salute di Rudolf Friederich nel 1984 e di Alphonse Egli nel 1986. A differenza della maggior parte dei suoi colleghi di governo, Ogi non poteva vantare un titolo di studi universitari: un fatto questo che, assieme al suo stile poco formale, lo pose spesso al centro di battute e barzellette.

Con la sua elezione Adolf Ogi consentiva inoltre al Canton Berna di ritornare ad essere rappresentato nel governo federale. Un diritto acquisito, interrotto solo nel 1979 dopo 130 anni di continua presenza in governo, in seguito alla parentesi fino al 1987 legata al mandato assunto in Consiglio federale del grigionese Schlumpf.

Al momento dell’elezione in governo (dove gli venne assegnato all’inizio il Dipartimento dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie) Adolf Ogi era presidente di un’Unione democratica di centro non ancora confrontata con l’ascesa del tribuno zurighese Christoph Blocher, le concessioni al populismo e le derive a destra. La base elettorale del partito era quella tradizionale dei contadini e del ceto medio, mentre il grosso del serbatoio di voti si trovava ancora nei Cantoni agricoli come Berna.

In questi 22 anni le posizioni di forza all’interno dell’UDC si sono notevolmente modificate, così come si è arricchita e completata la carriera politica di Adolf Ogi. Rimase 7 anni alla guida del Dipartimento dei trasporti, delle comunicazioni e dell’energia, occupandosi tra l’altro di dossier delicati ed importanti, come le nuove trasversali ferroviarie alpine, l’iniziativa delle Alpi, la legge sull’energia nucleare e l’apertura del mercato radiofonico nazionale alle emittenti private.

Dopo la prima esperienza nel 1993 alla presidenza della Confederazione, incarico al quale assolve anche quest’anno, Adolf Ogi passa nel 1995 alla direzione di un ministero della difesa che, contemporaneamente alla trasformazione in Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, conosce una stagione di scandali culminata nella riorganizzazione dei servizi segreti militari e nelle polemiche con il ministro dell’economia pubblica Pascal Couchepin sui costi legati alla riforma di Esercito XXI.

Sergio Regazzoni

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR