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Attacco USA, Joseph Deiss non esclude voli NATO nei cieli svizzeri

Per Deiss (a sinistra) la posizione svizzera fuori dall'ONU è sempre meno compresa Keystone

Secondo il consigliere federale Joseph Deiss "non c'è neutralità di fronte al terrorismo". In linea di principio la Svizzera non è quindi contraria ad aprire il suo spazio aereo a velivoli militari, se necessario anche in assenza di un mandato dell'ONU, lascia intendere il ministro degli esteri.

In un’intervista pubblicata martedì dalla “Berner Zeitung”, Deiss afferma che è “immaginabile e sicuramente non escluso” che la Svizzera autorizzi il sorvolo di jet militari impegnati in un’azione anti terroristica nel quadro di mandato delle Nazioni Unite. E se non vi sarà un mandato dell’ONU? “Nella lotta al terrorismo la questione della neutralità non si pone”, risponde il capo del Dipartimento degli affari esteri (DFAE).

Quanto a un appoggio a un raid della NATO, Deiss afferma: “È troppo presto per fare speculazioni su tali scenari, ma mostreremo che siamo pronti a combattere il terrorismo”. È evidente però – ha proseguito – che non parteciperemo ad un’azione armata contro i terroristi. La Svizzera rimane inoltre sempre disposta ad offrire la sua mediazione per risolvere i conflitti.

Deiss è sicuro che la popolazione, di fronte al problema della neutralità, saprà fare la differenza fra conflitti tra Stati e lotta al terrorismo. I cittadini capiranno che non possiamo lasciare da soli i paesi che lottano contro il fenomeno, ha detto.

Deiss non teme che un’adesione alle Nazioni Unite – martedì il Consiglio nazionale discute la relativa iniziativa popolare – possa ledere la neutralità della Svizzera. Gli Stati membri hanno stigmatizzato in una dichiarazione congiunta gli attacchi agli Usa e offerto il loro appoggio a Washington.

È “indegno” che la Svizzera rimanga a guardare. La nostra posizione – ha aggiunto il ministro – al di fuori dell’ONU è sempre meno compresa. “Sono convinto – conclude Deiss – che i motivi per un sì all’ONU sono più chiari che mai”.

Procedura insolita

Secondo il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Ruedi Christen, la NATO non ha per il momento chiesto al Consiglio federale l’autorizzazione ad attraversare i suoi cieli. Fino ad oggi, solo velivoli non armati sono stati autorizzati a sorvolare la Confederazione in occasione del conflitto nella Ex-Jugoslavia.

Nei recenti conflitti in varie parti del mondo, nessun aereo armato straniero è mai stato autorizzato a sorvolare la Svizzera. Il 4 dicembre del 1995, il governo federale ha tuttavia concesso per la prima volta ad aerei in transito impiegati per la missione internazionale dell’ONU nell’Ex-Jugoslavia di utilizzare lo spazio aereo elvetico.

I voli, che continuano anche oggi, sono stati finora circa 15700, ha indicato Didier Vallon, portavoce delle Forze aeree svizzere. Tali apparecchi utilizzano gli usuali corridoi aerei, attraversando il paese da nord a sud, ha spiegato Vallon.

Durante la Guerra del Golfo, la Svizzera non aveva autorizzato le forze belligeranti ad attraversare il suo spazio aereo, ma aveva fatto qualche rara eccezione per voli umanitari. Un solo velivolo militare straniero ha sorvolato il territorio malgrado questa inviolabilità dei cieli elvetici: l’apparecchio aveva ricevuto indicazioni errate da una torre di controllo all’estero. Simili “incidenti” si risolvono generalmente a livello diplomatico con delle scuse, ha indicato Vallon.

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