Cinquanta morti nel 2000 per mancanza di organi da trapiantare
Lo rivelano le statistiche di Swisstransplant, la fondazione nazionale per il dono e il trapianto di organi, secondo cui gli svizzeri non figurano tra i più generosi in questo campo. Dai dati risulta tuttavia che i ticinesi sono più propensi a donare organi, seguiti dai romandi e dagli svizzeri tedeschi.
A livello europeo la Confederazione è inserita nel gruppo di coda con 14 donatori per milione di abitanti. Fanno peggio solo Inghilterra (13) e Olanda (13). I più sensibili nel 2000 sono risultati gli spagnoli con 34 donatori, seguiti da belgi (26) e austriaci (24). In Svizzera i più generosi sono i ticinesi.
I dati sono stati resi noti mercoledì a Berna da Trix Heberlein, consigliera nazionale radicale zurighese e presidente di Swisstransplant, la fondazione nazionale per il dono e il trapianto di organi.
Una delle principali cause della carenza di organi in Svizzera è «che nessuno di noi parla volentieri della morte e di cosa fare del nostro corpo una volta che non ci saremo più», ha affermato la presidente di Swisstransplant.
Il 1. gennaio di quest’anno, 468 pazienti erano iscritti sulla lista d’attesa per un trapianto, «un periodo di tempo che si trasforma in sofferenza insopportabile per questi pazienti che non sanno quando e se riceveranno un cuore o un fegato compatibile», ha aggiunto la consigliera nazionale.
«Ticino Secret» modello per la Svizzera
La poco invidiabile media Svizzera di 14 donatori per milione di abitanti è scardinata dal Ticino (37) che lo scorso anno ha superato la Spagna, prima nazione in Europa (34).
L’exploit è da ascrivere al programma cantonale «The Ticino Secret», diretto da Sebastiano Martinoli, primario dell’ospedale Civico di Lugano e vice presidente di Swisstransplant. Grazie ad attività mirate all’interno degli ospedali regionali – identificazione dei potenziali donatori, seminari di formazione per il personale medico e paramedico – e campagne stampa è stato possibile informare la popolazione su questo delicato tema, ha spiegato Martinoli.
Se in futuro raggiungeremo in Svizzera la quota di 40 donatori per milione di abitanti potremo affermare di aver risolto la maggior parte dei nostri problemi, ha concluso il responsabile di «Ticino Secret».
Si allunga la «vita» media degli organi donati
«Con sei centri specializzati, la Svizzera è rispetto alla popolazione la nazione con le maggiori capacità di trapianto al mondo. Ma purtroppo mancano i donatori: è una questione di cultura sociale», ha spiegato il professor Philippe Morel, presidente del comitato medico di Swisstransplant. Dal 1986 sono stati effettuati in Svizzera 4989 trapianti di organi. La maggior parte erano reni (2881), seguiti da fegato (646) e cuore (585).
«La percentuale di successo per i trapianti si situa oggi intorno al 90 per cento, ma purtroppo un sempre maggior numero di pazienti in attesa non potranno ricevere un organo», ha aggiunto Morel. «E pensare che la soluzione del trapianto e quella più economica dal punto di vista medico – ha sottolineato il professore. Un trapianto di fegato costa in media 120.000 franchi, ma se il paziente muore per mancanza di donatori costa alla società 400’000 franchi».
La situazione nel settore delle donazioni dovrà essere migliorata con il proseguimento della campagna di informazione destinata alla popolazione e al personale medico.
Morel ha spiegato che oggi, grazie ai nuovi medicinali antirigetto, è aumentata la durata di «funzionamento medio» degli organi donati. Attualmente la vita di un rene trapiantato è in media di 12 anni, 10 per il fegato, 8 per il cuore e 7 per il polmone. Inoltre la possibilità di effettuare un trapianto tra familiari prolunga ulteriormente la vita del ricevente, ha concluso il professore.
In attesa della nuova legge federale
La Heberlein ha aggiunto che la Fondazione si è dotata lo scorso anno di nuove strutture interne in vista dell’adozione da parte del parlamento della nuova legge sui trapianti. I risultati della procedura di consultazione erano stati pubblicati dal Consiglio federale a novembre. Il messaggio del governo è atteso per il prossimo autunno. «I primi dibattiti parlamentari in materia dovrebbero iniziare in autunno a livello di commissioni».
swissinfo e agenzie
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