Collaborazione con l’UE nella lotta contro le frodi e il contrabbando
La Svizzera vuole intensificare la collaborazione con l'UE per combattere la frode internazionale e il contrabbando di sigarette. È quanto afferma il Consiglio federale, in risposta ad un'interpellanza del consigliere nazionale Meinrado Robbiani.
Secondo quanto comunicato dal Consiglio federale, Svizzera e Unione Europea stanno attualmente definendo i mandati di negoziato, sulla base di discussioni preliminari avvenute già lo scorso anno. Per il governo sono totalmente infondati i rimproveri secondo cui la Svizzera non comunicherebbe alle autorità di altri Stati dati concernenti il contrabbando di sigarette.
È vero che il semplice contrabbando è considerato un reato per il quale non è prevista l’assistenza giudiziaria. Ma essa viene sempre concessa se la procedura avviata all’estero concerne una truffa fiscale.
L’evasione fiscale fraudolenta mediante l’impiego di documenti falsificati – scrive il Consiglio federale – «adempie la fattispecie della truffa in materia fiscale». E nei maggiori casi di contrabbando di sigarette attribuibili alla criminalità organizzata, l’Amministrazione federale delle dogane ha sempre concesso assistenza giudiziaria.
Nella sua interpellanza Robbiani interrogava il governo sull’opportunità di riconsiderare la legislazione in materia, in modo da permettere alla Svizzera di partecipare più compiutamente alla lotta contro la criminalità organizzata. «Il contrabbando di sigarette a scapito degli interessi fiscali dell’UE è un problema di tutta l’Europa, che non può essere risolto soltanto mediante emendamenti legislativi autonomi della Svizzera», afferma il Consiglio federale.
Il contrabbando va combattuto congiuntamente e Berna ha chiaramente manifestato la propria disponibilità: il 9 settembre del 1998, con una lettera inviata ai commisssari Grandin e Van den Broek, e nello scorso luglio, nel corso di una visita a Bruxelles del consigliere federale Joseph Deiss.
swissinfo e agenzie
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