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Critiche alle espulsioni di richiedenti l’asilo

Alcuni richiedenti l'asilo espulsi dalla Svizzera avrebbero incontrato un tragico destino Keystone

Sotto tiro la politica di estradizione dei richiedenti a cui non è stato concesso l'asilo politico. Un'organizzazione per la difesa dei diritti umani dimostra gravi errori.

L’associazione in difesa dei diritti umani Augenauf chiede che cessino le espulsioni di richiedenti l’asilo «bocciati» verso paesi in preda alla guerra civile. Augenauf critica in particolare le autorità zurighesi per aver espulso tre africani verso Kinshasa nell’agosto 2000: i tre sono infatti finiti nelle carceri dei servizi segreti.

I tre uomini – afferma l’associazione in una nota diramata oggi- sono stati consegnati direttamente ai servizi di sicurezza della Repubblica democratica del Congo noti internazionalmente per la pratica della tortura, e le autorità svizzere non si sono preoccupate della loro sorte.

Due di loro sarebbero stati incarcerati in una prigione «non ufficiale» dei servizi segreti e quindi spediti al fronte nel sudovest del paese, dopo di che non se ne è più avuta notizia. Il terzo, che secondo Augenauf sarebbe un profugo di guerra angolano e aveva soggiornato sette anni in Svizzera prima di essere espulso, è sopravvissuto a dieci mesi di detenzione a Makala, la prigione centrale di Kinshasa, grazie al sostegno di persone in Svizzera. Le autorità elvetiche – sostiene Augenauf – lo hanno espulso sotto un falso nome e lo hanno denunciato alle autorità congolesi come militare disertore.

Un avvocato incaricato dall’associazione è riuscito a ottenere in aprile un processo da parte del tribunale militare speciale di Kinshasa. L’uomo è stato condannato a dieci mesi di detenzione. Scarcerato in giugno, è ritornato in ottobre in Svizzera, dove ha presentato una nuova richiesta d’asilo.

Augenauf rivolge vive critiche alle autorità responsabili del rimpatrio dei tre richiedenti. La sicurezza degli espulsi – afferma- non può essere garantita in paesi dove è in corso una guerra civile. I rimpatri verso questi paesi devono dunque cessare immediatamente.

swissinfo e agenzie

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