Favorire il raggruppamento dei cantoni non è compito della Confederazione
Lo ha deciso il Consiglio nazionale, respingendo, con 91 voti contro 59, un'iniziativa parlamentare del gruppo ecologista che chiedeva in particolare un appoggio finanziario di Berna a progetti del genere.
Le difficoltà derivanti dalle ineguaglianze tra cantoni sono in continuo aumento, ha rilevato il presidente dei Verdi Ruedi Baumann (BE). Egli ha in particolare citato le grosse differenze esistenti in materia di fiscalità, di premi assicurativi delle casse malattia o di prestazioni dei servizi pubblici.
I Verdi auspicano che la Confederazione incoraggi la regionalizzazione, sostenendo per esempio il progetto di fusione Vaud-Ginevra. A loro modo di vedere, cantoni più estesi e con una maggiore uniformità rispondono meglio alle loro funzioni.
Ciò permetterebbe anche di riequilibrare il peso dei cantoni nelle votazioni e di riformare il Consiglio degli Stati. Secondo Baumann, i cinque maggiori cantoni riuniscono il 53 per cento della popolazione svizzera e i cinque più piccoli soltanto il 2 per cento. La maggioranza degli Stati rappresenta soltanto il 20 per cento della popolazione.
A nome della commissione delle istituzioni politiche, Edi Engelberger (PLR/NW) ha combattuto l’iniziativa parlamentare ecologista. Le fusioni tra cantoni non possono essere imposte dall’alto. Le proposte in questo senso devono invece scaturire dai cantoni e dai cittadini interessati.
La maggioranza della commissione crede inoltre che i raggruppamenti di cantoni non costituiscano necessariamente un progresso. Più una collettività è importante, maggiore è la distanza tra autorità e cittadini. I piccoli cantoni s’adattano più facilmente dei grandi alle nuove necessità o ai problemi.
swissinfo e agenzie
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