Ginevra: in 4000 contro la mondializzazione
Circa 4000 persone manifestano sabato a Ginevra contro la mondializzazione e il suo simbolo: l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
I manifestanti protestano contro la riunione ministeriale dell’OMC a Doha (Qatar), che potrebbe sfociare fra pochi giorni nel lancio di un nuovo ciclo di liberalizzazioni commerciali.
A Ginevra molte organizzazioni hanno invitato a partecipare alla mobilitazione: contadini, studenti e sindacati si sono incontrati sulla Place Neuve. Un imponente ma discreto dispositivo di polizia si è schierato lungo il percorso.
Appello alla non-violenza
Il coordinatore della manifestazione, Juan Tortosa, del Comitato per l’annullamento del debito del Terzo Mondo (CADTM), ha invitato i partecipanti a sfilare nella calma. «A nome di tutte le organizzazioni che partecipano alla manifestazione, chiediamo che l’azione si svolga senza violenza».
«Oggi il movimento di resistenza è più largo e diversificato che mai», ha detto Tortosa. «Assieme vogliamo bloccare un nuovo ciclo di negoziati e denunciare gli effetti devastatori della politica dell’OMC».
Il consigliere nazionale neocastellano Fernand Cuche, segretario del sindacato degli agricoltori Uniterre, ha detto che la sua organizzazione non è fondamentalmente ostile alle trattative sugli scambi internazionali. «Ma vogliamo riprenderci il potere democratico per scegliere la qualità di vita che vogliamo».
Rinuncia della politica
«I governi si sono rifugiati a Doha, in Qatar, per sfuggire alla popolazione che li ha eletti», ha dichiarato il consigliere nazionale. «È un cedimento del mondo politico alle pressioni dell’economia». Fernand Cuche ha inoltre sottolineato il coraggio dei collettivi di sans-papier, presenti anch’essi a Ginevra.
«Nel Qatar, in saloni ovattati si decidono le privatizzazioni per le quali soffriranno milioni di persone», ha detto Paolo Gilardi, del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE). «Dall’altra parte del Golfo di Oman, milioni di persone rischiano di morire nei prossimi mesi per le privazioni che la guerra impone loro».
Atti di vandalismo
Passando davanti alla sede ginevrina del Credit Suisse, i manifestanti hanno copiosamente cosparso di pittura l’edificio. Poco oltre, un piccolo gruppo ha provocato danni nel quartiere della stazione ferroviaria di Cornavin. I manifestanti hanno rotto vetrine e rovesciato cartelli.
Nel 1998, durante la riunione ministeriale dell’OMC a Ginevra, gruppi di teppisti avevano affrontato le forze dell’ordine provocando ingenti danni. Una manifestazione simile si era invece svolta nella calma sempre a Ginevra contemporaneamente al vertice di Seattle (Stati Uniti) nel novembre 1999.
swissinfo e agenzie
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