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Guerre stellari sui campi di calcio d’Europa

Sforza è fiducioso per il percorso della sua squadra nella lega dei campioni Keystone

Era terminata a maggio, col successo ai rigori del Bayern Monaco ai danni del Valencia a San Siro. Adesso, dopo i turni preliminari estivi, si riparte con 32 formazioni in rappresentanza di 15 Paesi diversi. Un'altra edizione senza compagini svizzere.

Il Lugano è stato infatti fermato al primo turno dallo Shaktor Donetsk mentre il Grasshopper è cozzato contro l’esperto Porto.

Sono 800 i giocatori iscritti all’Uefa per l’imminente Champions League, quella che sembra la più spettacolare – almeno sulla carta – visto il plateau di iscritte.

Quattro sono i calciatori elvetici iscritti al massimo torneo continentale per club: Ciriaco Sforza (detentore del trofeo con il Bayern di Monaco), Stéphane Henchoz (Liverpool), Johann Vogel (PSV Eindhoven) e Patrick Müller (Lione).

Ciriaco Sforza, 31 anni, un passato anche nell’Inter di Roy Hodgson (ora tecnico dell’Udinese), cerca di ritagliarsi uno spazio nel Bayern. I detentori del titolo sono inseriti nel Gruppo H con Spartak Mosca, Feyenord e Sparta Praga.

Ma quali chances ha il Bayern di ripetere la strepitosa cavalcata dell’anno scorso? Non inserito nella formazione-tipo, Sforza riuscirà a ritagliarsi uno spazio, oppure Hitzfeld (che lo conosce bene, ndr) lo confinerà spesso in panchina?

“Partiamo fiduciosi – dice l’ex capitano del Grasshopper – perché questa squadra ha tutte le qualità per ripetersi. La rosa è stata confermata quasi all’unisono e sono arrivati Robert e Niko Kovac (Croazia), l’attaccante peruviano Pizarro e il difensore centrale Pablo Thiam, proveniente dalla Guinea. L’allenatore ha parlato molto chiaro nel giorno del raduno: saremo impegnati su più fronti e quindi tutti i giocatori avranno il loro spazio. Dopo i problemi fisici sono tornato in forma e ora sono ansioso di poter dare una mano alla squadra”.

Stéphane Henchoz entrerà nella storia per essere il primo svizzero a vincere la Champions League nei ranghi di una compagine inglese? Il friborghese, 27 anni appena compiuti, vive a due passi da Anfield Road dove si trova meravigliosamente: “La città non è così caotica e quindi ho scelto di abitare a due passi dallo stadio: è una zona residenziale con parecchi centri commerciali, immersa nel verde. Il 2000 si è rivelato un tris d’assi di coppe: quella di Lega, la Uefa e, ad agosto, la Charity Shield (la Supercoppa inglese che apre la stagione). Il nostro, il Gruppo B, è un girone di ferro, visto che siamo stati inseriti con Borussia Dortmund, Dinamo Kiev e Boavista. I tifosi non vedevano l’ora di tornare a respirare aria di Champions League, un titolo che a Liverpool manca dal 1984, quando i “reds” sconfissero ai rigori la Roma di Pruzzo e Falcao”.

Johann Vogel, 24 anni, è il più giovane degli svizzeri all’estero. La sua squadra, gli olandesi del PSV di Eindhoven (la squadra del colosso Philips, ndr), è stata inserita nel Gruppo D, uno dei più incerti ed entusiasmanti. Vogel tuttavia non pone limiti alla provvidenza: “Lazio, Galatasaray e Nantes sono club che hanno una notevole esperienza a questo livello. Con Mateja Kezmann (22 anni), Vennegoor of Hesselink (23 anni) e Dennis Rommendahl (23) abbiamo un attacco giovane ma non per questo meno fantasioso. La nostra forza è il collettivo: gli errori commessi l’anno scorso non verranno più ripetuti”.

A dire il vero vi sarà uno scontro quasi… tutto elvetico nel Gruppo F: oltre al Lione di Patrick Müller (25 anni), vi sono in lizza anche Barcellona, Fenerbahçe e il Bayer Leverkusen di Oliver Neuville, 28 anni, passaporto tedesco ma ex giocatore di Locarno e Servette. Müller, che come Vogel e Sforza è alla sua seconda Champions League consecutiva, sottolinea l’importanza di credere nei propri mezzi: possiamo contare su un attacco molto omogeneo, con l’agilità di Sonny Andersson (ex compagno di Neuville al Servette, ndr) e la potenza di Sidney Govou, talento ventiduenne. E’ arrivato poi un giocatore del calibro di Juninho, vero faro di centrocampo, mentre in difesa, con l’arrivo di Caçapa, vi sarà molta concorrenza. Il nostro perno è senza dubbio Edmilson (25 anni) con il quale vado molto d’accordo, non soltanto sul campo. Il Barcellona è la grande favorita, mentre Lione, Leverkusen e Fenerbahçe hanno le stesse possibilità di qualificarsi”.

Filippo Frizzi

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