I banchieri svizzeri non vogliono i soldi di Bin Laden
Dopo gli attentati negli USA, le banche svizzere non hanno preso misure specifiche per identificare eventuali fondi riconducibili al terrorismo. Secondo il presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), Georg Krayer, il nome di Bin Laden figura comunque «sull'elenco delle persone i cui soldi non sono benvenuti».
«Nell’ambito del loro normale lavoro, le banche cercano di evitare fondi di persone o organizzazioni legate al crimine», ha detto Krayer, giovvedì a Zurigo, nel corso dell’annuale conferenza stampa dell’ASB. E a 48 ore dagli attentati suicidi è comunque troppo presto per prendere misure particolari. Interrogato sull’eventuale presenza in Svizzera di beni di Osama Bin Laden, i rappresentanti dell’ASB hanno sottolineato che il ricco saudita si trova «sull’elenco delle persone i cui soldi non sono benvenuti». Bin Laden – che, stando agli investigatori americani, potrebbe essere il mandante dell’azione terroristiche di martedì – è ricercato da anni a livello internazionale.
Quanto alle conseguenze dell’attacco che ha paralizzato Manhattan, Karayer ha detto che gli Stati Uniti rimarranno certamente la prima potenza economica mondiale e New York la prima piazza finanziaria del pianeta: sarebbe quindi «stupido e sbagliato» ritirarsi dal mercato americano.
Secondo Krayer la catastrofe non deve influire sulla gestione degli affari, ma ha ammesso che in questi giorni diversi operatori si vergognano, perché hanno l’impressione di guadagnare sulle disgrazie altrui. A suo avviso inoltre, nonostante i problemi di sicurezza la concentrazione delle attività finanziarie in determinati luogi rimarrà una realtà anche in futuro. Le reti informatiche non potranno sostituire i contatti personali.
È arduo ritornare alla gestione degli affari correnti dopo la «tragedia apocalittica» di martedì, ma secondo Krayer non bisogna assolutamente cedere alla violenza. Occorre invece dare il massimo sostegno alla democrazia, alla libertà e ad un regime di libero mercato. Krayer ha annunciato l’intenzione di intervenire per migliorare l’immagine della piazza finanziaria svizzera. I pregiudizi e i malintesi vanno spazzati via.
Krayer ha ribadito che la legge contro il riciclaggio di denaro sporco funziona e regge il confronto sul piano internazionale. Le critiche avanzate negli ultimi mesi da alcuni media sono quindi ingiustificate, anche se sussistono problemi nel settore parabancario. Nulla di straordinario, considerando che la normativa è in vigore solo dal 1998.
swissinfo e agenzie
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