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Il Consiglio degli Stati a favore dell’adesione all’ONU

La Camera Alta del Parlamento elvetico ha dato il proprio benestare al progetto governativo di adesione alle Nazioni Unite swissinfo.ch

Tre svizzeri su quattro avevano bocciato l'adesione all'ONU nel 1986. L'argomento torna oggi d'attualità e la discussione sembra potere svolgersi più serenamente, anche se la questione della neutralità resta molto delicata e per taluni addirittura un tabù. La maggioranza della Camera alta, con 37 voti contro 2, ha approvato l'iniziativa popolare per l'adesione all'ONU. Popolo e cantoni si pronunceranno l'anno prossimo.

Quindici anni fa, gli svizzeri avevano bocciato con il 75,7% dei voti la proposta di aderire all’ONU. Le ragioni di questo no riguardavano la paura di perdere l’indipendenza, l’inefficienza dell’ONU paralizzata dal confronto tra le superpotenze e la volontà di svolgere un ruolo neutrale per potere continuare a offrire i propri buoni uffici agli altri paesi. Da allora, la situazione internazionale si è profondamente modificata, con la fine della guerra fredda sancita dal crollo del muro di Berlino.Oggi, la Svizzera e il Vaticano sono gli ultimi due stati a non far parte dell’organizzazione.

Per il relatore della commissione, il democristiano Bruno Frick, oggi l’adesione si giustifica con cinque punti principali. In primo luogo, dalla fine della guerra fredda l’ONU ha assunto un ruolo molto più importante. Oggi è l’unico forum dove i problemi esistenziali dell’umanità possono essere affrontati, dove uno stato può rivolgersi a tutti gli altri. Se vogliamo parlare con il mondo, oggi dobbiamo parlare con l’ONU.

Il secondo punto riguarda il bilancio dell’ONU, globalmente positivo. L’ONU non può risolvere tutti i conflitti e gli insuccessi non possono cancellare i numerosi successi conseguiti. Anche per quanto riguarda l’efficienza, l’ONU ha saputo condurre in porto importanti riforme.

Il terzo punto concerne la neutralità, che non è per niente minacciata da un’adesione. L’ONU esige dai suoi membri l’applicazione di sanzioni economiche, obbligo al quale oggi la Svizzera già si piega. L’ONU non obbliga invece i paesi membri a partecipare ad azioni militari, che metterebbero effettivamente in pericolo la neutralità svizzera. Altri paesi neutri sono già membri dell’ONU; inoltre, la neutralità si definisce rispetto agli altri paesi e non ha un senso assoluto e intangibile.

In quarto luogo, soltanto una piena partecipazione permetterà alla Svizzera di fare valere le sue priorità. Infine, un rifiuto dell’adesione metterebbe in pericolo la sede dell’ONU di Ginevra. Non bisogna nemmeno dimenticare l’impatto per l’economia svizzera della presenza dell’ONU. A Ginevra, il sistema internazionale dell’ONU, senza le ONG, offre lavoro a oltre 12.000 persone.

Anche per il rappresentante dell’UDC Maximilian Reimann la situazione è cambiata rispetto al 1986. Oggi, Reimann è però disposto a discutere e ad appoggiare l’adesione soltanto dopo un esame approfondito delle ripercussioni dell’adesione sulla neutralità. Una seconda riserva riguarda i costi dell’adesione, perché “già oggi siamo il tredicesimo paese contributore, con 500 milioni di franchi.” La commissione prevede una spesa annuale supplementare di 52 milioni, mentre il senatore UDC non vuole nuovi costi.

L’unico membro della commissione contrario all’adesione, l’UDC Rico Wenger, ha preteso che “l’adesione interessa soprattuto i funzionari dell’amministrazione e del dipartimento degli esteri, che ottengono in questo modo maggior potere, prestigio e nuovi interessanti posti di lavoro.” L’adesione significa perdita di sovranità e, inoltre, “l’ONU ha dimostrato tutta la sua incapacità in conflitti come quelli di Timor, dell’Afghanistan, della Sierra Leone e della ex Jugoslavia.”

Il ministro degli esteri ha parlato dalla tribuna della piccola camera per rassicurare chi vede la neutralità minacciata dall’adesione. Deiss ha ricordato l’importante passo compiuto dal popolo lo scorso 10 giugno, con l’accettazione dell’invio di soldati svizzeri armati in missioni di pace all’estero. “La Svizzera aderirà all’ONU in quanto stato neutro”, ha garantito Deiss.

Dopo la prevista discussione in Consiglio nazionale, resteranno pochi mesi per convincere popolo e cantoni. La doppia maggioranza è infatto obbligatoria per aderire a un organismo come l’ONU e, anche se alcuni recenti sondaggi sono incoraggianti, il compito si annuncia molto impegnativo per i fautori dell’adesione.

Mariano Masserini

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