Il mondo si schiera in attesa della rappresaglia americana
Nonostante l'invito della autorità a lasciare il paese, il ricercato numero uno per gli attacchi negli Stati uniti Osama bin Laden si troverebbe ancora in Afghanistan. Proseguono intanto i preparativi degli americani in vista di una rappresaglia militare. L'Unione europea ha dal canto suo varato un piano di lotta e invita a non confondere terrorismo e Islam.
Parlando con l’agenzia stampa France presse, il ministro degli esteri del regime dei taleban Mutawakil ha detto di non avere alcuna informazione che riguardi la partenza di bin Laden dall’Afghanistan. Durante gli ultimi giorni, diverse voci si sono rincorse e molti giornali, soprattutto pachistani, hanno parlato di una discreta partenza di Bin Laden dal paese che lo ospita da anni, e dal quale secondo Washington il miliardario saudita ha organizzato e diretto numerosi sanguinosi attentati, soprattutto ai danni degli americani.
Gli Ulema, le massime autorità religiose afhane, in seguito alle pressioni americane e all’annunciata guerra contro l’Afghanistan, avevano chiesto due giorni fa a Bin Laden di lasciare il paese, ma “spontaneamente”. I taleban, inoltre, avevano ribadito che non esistono prove contro Osama.
Preparativi di guerra
Una missione del Pentagono si recherà in Pakistan, per colloqui militari. Lo indica la Cnn, mentre lo spiegamento delle forze degli Stati Uniti continua, in vista di un’azione di ritorsione contro i terroristi che hanno compiuto gli attacchi kamikaze della scorsa settimana contro New York e Washington (circa 6500 le vittime) e contro i Paesi che li ospitano.
Il ‘New York Times scrive sabato, in modo dettagliato, che l’Afghanistan, dove l’organizzazione al-Qaida di Osama bin Laden ha le sue basi, sarà il primo terreno d’azione militare.
A quanto si apprende da fonti di stampa americane, bombardieri B- 52 lasceranno, nel giro di pochi giorni, la base di Barksdale in Louisiana per raggiungere basi nell’area del Golfo: i B-52 sono anche dotati di missili cruise, come lo sono unità di superficie e sottomarini d’attacco della U.S.Navy e altri tipi di aerei della Air Force.
Una fonte militare dell’Uzbekistan, ex repubblica sovietica che confina con l’Afghanistan, ha indicato che aerei militari americani si trovano in un aeroporto militare dell’Uzbekistan. La fonte, che ha chiesto l’anonimato, ha precisato che gli aerei sono equipaggiati per ricognizione e sorveglianza.
Dal canto suo, la Turchia si è detta pronta ad aprire il proprio spazio aereo per i velivoli da trasporto americani, nel quadro di un’eventuale risposta agli attacchi terroristici dell’11 settembre.
Piano d’azione europeo conto il terrorismo
I Quindici paesi dell’Unione europea hanno adottato venerdì un piano d’azione contro il terrorismo. Intendono rafforzare le misure di polizia, giudiziarie e finanziarie per arginare il terrorismo. L’Ue ha anche lanciato un appello perché non si faccia un amalgama fra terrore e Islam.
Il vertice straordinario è stato convocato d’urgenza a Bruxelles in seguito agli attentati in America. I capi di Stato e di governo hanno ribadito la loro solidarietà con il popolo americano e hanno voluto dare un impulso per azioni concrete.
I Quindici riconoscono la legittimità di una risposta americana mirata agli atti di terrore sulla base della risoluzione 1368 dell’ONU. I partecipanti al vertice sono concordi per l’introduzione di un mandato d’arresto europeo e per la definizione del terrorismo. Eurogol sarà rafforzata con una squadra di specialisti dell’antiterrorismo in cooperazione con i colleghi americani.
I 15 hanno anche sottolineato l’importanza della lotta contro il finanziamento del terrorismo. Il primo ministro francese Lionel Jospin ha puntato il dito contro le piazze finanziarie “off shore” e contro il segreto bancario, qualificandoli di buco nero intollerabile della finanza mondiale.
Il furore dei fondamentalisti
L’appoggio dato dal Pakistan – fino a mercoledì principale alleato dei Talebani – agli Stati Uniti è stato approvato dai principali partiti del paese, ma ha fatto gridare al “tradimento” gli integralisti islamici, che hanno effettuato venerdì uno sciopero generale. A Karachi 4 persone sono morte e 10 agenti di polizia sono stati feriti durante le dimostrazioni anti-americane.
Il Pakistan ha precisato che non progetta di seguire gli Emirati arabi uniti nella decisione di interrompere le relazioni diplomatiche con i taleban al potere in Afghanistan, ha detto il ministero degli esteri di islamabad.
Il portavoce del ministero ha dettoche il Pakistan, che ospita l’unica ambasciata dei talebanall’estero, gioca un ruolo di comunicazione tra Kabul e il resto del mondo: ruolo che né l’Arabia saudita, né gli Emirati arabi uniti (gli unici altri due paesi che fino a oggi riconoscevano il regime dei fondamentalisti islamici afghani) hanno mai avuto. Gli Emirati hanno rotto sabato le loro relazioni con Kabul.
Il Pakistan ha dato la sua disponibilità agli Stati Uniti a sostenerli nella sua caccia a Osama bin Laden sottolineando tuttavia di non volere assolutamente che il popolo afghano subisca sofferenze per questo. In cambio della sua collaborazione,Islamabad – che ha un enorme debito estero – otterrà grossi aiuti finanziari da Washington. Secondo il New York Times, l’amministrazione americana ha d’altronde già deciso di revocare le sanzioni contro il Pachistan e l’India imposte nel 1998 all’indomani degli esperimenti nucleari compiuti dai due paesi.
Solidarietà fra i divi americani
In onda su tutte le grandi reti tv americane, Abc, Cbs, Fox e Nbc, e molte altre, intitolato “Tributo agli Eroi”, il telethon dei divi ha visto scendere in campo venerdì sera i nomi più celebri dello spettacolo americano. Obiettivo, raccogliere fondi per le vittime degli attacchi dell’11 settembre contro l’America e per le loro famiglie.
Ha aperto Bruce Springsteen, cantando «la mia città è in rovine». Poi s’è visto Tom Hanks, solenne nell’omaggio agli eroi del volo UA93; e poi Stevie Wonder, Julia Roberts, Jim Carrey, Clint Eastwood, Paul Simon, Will Smith, Billy Joel e una lunga lista. Tutti, oltre ad esibirsi gratis, hanno fatto doni generosi.
swissinfo e agenzie
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