The Swiss voice in the world since 1935

Incidente canyoning Saxetbach: aperto il processo

I parenti delle vittime della tragedia all'inaugurazione del memoriale lo scorso luglio Keystone Archive

Si è aperto lunedì mattina davanti al giudice unico Thomas Zbinden a Interlaken il processo ai presunti responsabili dell'incidente di canyoning.

L’incidente il 27 luglio 1999 costò la vita a 21 giovani nell’Oberland bernese. Gli imputati, otto dirigenti e collaboratori dell’agenzia di sport estremo Adventure World, sono accusati di omicidio colposo. Rischiano una pena che può andare da una multa fino ad un anno di carcere. Il processo dovrebbe durare sette giorni e la sentenza è attesa per l’11 dicembre.

Gli otto imputati sono accusati di aver autorizzato (due managers e il capoguida), effettuato (due guide) o non impedito (tre amministratori) la tragica escursione di canyoning nel Saxetbach, torrente che scende dalla Saxettal verso Wilderswil, presso Interlaken. Quel giorno un improvviso e violento temporale – annunciato dai meteorologi – lo trasformò in una trappola mortale. Ventun persone tra i 19 e i 32 anni – tre guide locali e 18 turisti stranieri in maggioranza australiani – persero la vita nell’improvvisa piena del corso d’acqua.

Il dolore dei parenti

Una decina i parenti delle vittime venuti dall’estero, soprattutto dall’Australia, per assistere al processo: in un incontro con i media molto toccante Bill Peel, padre di una delle 14 vittime australiane, ha spiegato di voler partecipare al processo per guardare negli occhi gli imputati e far loro capire che i parenti non credono alla versione dell’incidente. In seguito alla morte del figlio, Bill Peel non è stato più in grado di mandare avanti la sua azienda e sua moglie ha contratto una malattia incurabile.

Un’altra coppia di genitori, i Tout sono venuti in Svizzera al processo per rendere omaggio al figlio, il cui corpo non è mai stato estratto dal canyon fatale. “Nostro figlio è intrappolato in Svizzera, sentiamo che non ritornerà mai più, perciò abbiamo dovuto venire al processo, per vedere cosa succederà. Speriamo che venga presa la decisione giusta e noi la rispetteremo.”

Gary Redmond di Perth, in Australia, non presenzierà al processo. “Non credo che assistere al processo potrebbe darmi alcun tipo di soddisfazione, indipendentemente dal verdetto” – ha dichiarato telefonicamente a Swissinfo Gary Redmond. In due anni Redmond ha fatto quattro viaggi in Svizzera, l’ultimo in luglio, in occasione della creazione di un parco in memoria delle vittime nei pressi del luogo dell’incidente: “Un’esperienza positiva, nella speranza che il memoriale funzioni da deterrente per i viaggiatori che vi passano di fronte per andare a fare canyoning.”

Maggiori precauzioni

Subito dopo l’incidente grande sorpresa destò il fatto che per le guide di canyoning non fosse necessaria una licenza, o una preparazione rigorosa come quella delle guide di montagna. La situazione è nel frattempo migliorata, ma altri incidenti mortali si sono verificati tra i praticanti di sport estremi in Svizzera.

La fine della Adventure World

Nell’estate 2000 un giovane turista americano morì praticando il bunje jumping perché lo staff della Adventure World – proprio la compagnia sotto processo per l’incidente di canyoning – aveva attaccato alle sue gambe un elastico troppo lungo. Quell’incidente determinò la chiusura definitiva della Adventure World.

I parenti delle vittime dell’incidente del Saxetbach sono rappresentati al processo di Interlaken da un avvocato svizzero e dal Centro per l’assistenza alle vittime del canton Berna.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR