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Le alternative di Mario Corti

Mario Corti ripreso in uno dei suo frequenti contatti con la stampa Keystone

C'erano alternative al progetto Fenice, che prevede la creazione di una nuova aviolinea svizzera sulla base della Crossair: lo dice Mario Corti, presidente del Cda di Swissair Group.

La maggior parte delle partecipazioni estere prive di valore non poteva essere salvata. Sarebbe però stato possibile ristrutturare il resto di Swissair grazie a una garanzia della Confederazione, afferma Corti in un’intervista pubblicata venerdì dal quotidiano zurighese «Tages-Anzeiger».

I vertici della Swissair, dopo il blocco a terra dei velivoli erano stati incaricati dal Consiglio federale di presentare alternative al progetto Fenice. Ma nel viaggio in treno in direzione di Berna, il 5 ottobre, «siamo venuti a sapere tramite la radio che il Consiglio federale aveva optato per la soluzione Fenice», rileva il presidente del Cda di Swissair.

Corti deplora che la direzione della nuova Crossair non abbia integrato dirigenti della Swissair. Non è che presso la compagnia nazionale lavorassero solo nullità, sottolinea Corti.

In generale Corti si dice molto deluso dalle dimensioni delle «menzogne» e delle «bassezze» vissute negli ultimi tempi. «Il nostro paese non se lo merita», osserva, aggiungendo che tali atteggiamenti non creano certo la fiducia della popolazione.

Corti si dice irritato della presa di posizione pubblicata dall’UBS su Internet circa la ristrutturazione di Swissair, senza consultare i vertici della compagnia. Per Corti, in molti punti essa non riflette la verità. Secondo l’UBS, la compagnia aveva presso la banca mezzi liquidi sufficienti per garantire il traffico aereo.

In una risposta pubblicata venerdì su Internet, Swissair respinge l’accusa di essere responsabile del blocco a terra dei velivoli. L’UBS sapeva, afferma Swissair, che senza iniezioni di liquidità il «grounding» era inevitabile. L’enorme danno provocato non è in nessuna relazione con lo sforzo finanziario necessario ad evitare il grounding, indica Swissair.

Nell’intervista Corti ammette anche di avere commesso errori. Da un lato avrebbe dovuto ristrutturare radicalmente la compagnia già subito dopo la sua entrata in funzione. Tuttavia la dirigenza di Swissair non si era resa sufficientemente conto della gravità della situazione.

D’altro canto il presidente del Cda di Swissair ha rammentato che l’UBS aveva proposto in primavera a Swissair di ricapitalizzare la compagnia. Dopo una lunga riflessione i vertici dell’aviolinea avevano però ritenuto prematuro iniettare nuovi fondi prima di mostrare una performance positiva. Sicuro è che la strategia di espansione attraverso le partecipate estere avrebbe dovuto essere supportata fin dall’inizio da capitali ben più ingenti, secondo Corti.

Infine Corti si dice tuttora convinto che senza gli attacchi terroristici dell’11 settembre sarebbe riuscito a far ridecollare la compagnia di bandiera.

swissinfo e agenzie

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