Maxiretata nell’indagine Aeroflot
Una vasta operazione di polizia è stata condotta in Svizzera, Francia e Cipro nell'ambito dell'inchiesta sul caso Aeroflot.
Decine di persone sono sospettate di riciclaggio di denaro sporco, truffa e arricchimento indebito ai danni della compagnia russa.
Nel corso della retata, eseguita contemporaneamente in Francia, Cipro e Svizzera, sono state perquisite 5 residenze private e una decina di edifici aziendali.
Preparata da lungo tempo dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e dalla Polizia giudiziaria federale (PGF), l’operazione è stata condotta in Svizzera assieme alle autorità di polizia dei Cantoni di Berna, Ginevra e Vaud.
Oltre 60 agenti di polizia e investigatori federali e cantonali vi hanno preso parte, perquisendo una decina di locali, sequestrando numerosi documenti e interrogando un numero non precisato di persone. Nessuna persona è stata invece arrrestata.
Fiduciario e consulente svizzero
Secondo quanto reso noto mercoledì a Berna dal capo dell’informazione del MPC, Hansjürg Mark Wiedmer, al centro delle indagini figura un consulente finanziario svizzero, domiciliato a Cipro.
Il fiduciario è sospettato di riciclaggio di denaro sporco, complicità in reati contro il patrimonio e partecipazione a un’organizzazione criminale. Avrebbe, tra l’altro, creato strutture aziendali e collegamenti economici in Svizzera per consentire a più persone, imputate in Russia, di arricchirsi a scapito dell’Aeroflot.
“Nello scandalo della compagnia aerea sono coinvolte anche alcune società svizzere, che facevano capo a questa persona ” ha dichiarato a swissinfo Hansjürg Mark Wiedmer.
Diversi versamenti sono stati effettuati dalla Russia verso società svizzere. In parte, questi soldi sono stati poi nuovamente trasferiti in Russia. “Abbiamo quindi aperto un’inchiesta in relazione a riciclaggio di denaro per un importo di circa 90 milioni di franchi” ha aggiunto il capo dell’informazione del MPC.
Assistenza giudiziaria a Russia e Francia
Le indagini sono già in corso dal 1999, in seguito alle segnalazioni giunte da Mosca e alla richiesta di assistenza giudiziaria presentata dal Ministero pubblico russo.
Già 4 anni fa, la polizia elvetica aveva perquisito diversi locali nella Svizzera francese, bloccato alcuni conti e sequestrato documenti aziendali, trasmessi poi alla Russia.
Nell’ambito di questa nuova inchiesta, avviata nella primavera dell’anno scorso, la Svizzera ha dato seguito ad una domanda di assistenza giudiziaria giunta dalla Francia.
Secondo i risultati delle indagini, i guadagni illegali ottenuti a scapito dell’Aeroflot sarebbero stati riciclati mediante l’acquisto e l’affitto a società immobiliari off-shore in Francia.
swissinfo, Armando Mombelli
Una vasta retata è stata condotta in Svizzera, Francia e Cipro nell’ambito delle indagini sul caso Aeroflot.
Una sessantina di agenti di polizia hanno partecipato all’operazione nei Cantoni di Berna, Vaud e Ginevra.
Al centro dell’inchiesta figura un consulente finanziario svizzero, sospettato di aver riciclato denaro sporco, consentendo l’arricchimento indebito di alcune persone in Russia a scapito dell’Aeroflot.
90 milioni di franchi sarebbero stati riciclati attraverso alcune società svizzere.
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