Niente di nuovo dal fronte Borodin
Accusato di riciclaggio di denaro, l'ex tesoriere del Cremlino Pavel Borodin è stato nuovamente interrogato martedì a Ginevra dal giudice istruttore Daniel Devaud. Una nuova udienza è prevista per lunedì prossimo.
Il russo ha nuovamente rifiutato di rispondere alle domande del magistrato, hanno indicato i suoi avvocati. All’udienza erano convocate anche le altre quattro persone messe in causa dal giudice: il patron della Mabetex Behgjet Pacolli, due impiegati di banca e un avvocato ginevrino.
L’avvocato – ha rivelato il quotidiano “Le Temps” – è anche incriminato di falsità in documenti per aver fornito un falso attestato. Il documento avrebbe dovuto dimostrare che l’ex tesoriere non era più il titolare della società offshore presso la quale furono effettuati i versamenti della Mercata.
La giustizia sospetta che Borodin abbia riciclato in Svizzera circa 30 milioni di dollari, frutto di presunte tangenti versate dalle società ticinesi Mabetex e soprattutto Mercata in cambio dell’assegnazione di lavori di ristrutturazione del Cremlino.
swissinfo e agenzie
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