Niente ritocchi all’accordo aereo tra Svizzera e Germania
L'accordo di compromesso del 23 aprile sul traffico aereo tra Germania e Svizzera non si può ritoccare, se non nei piccoli dettagli. Lo hanno ribadito venerdì i due capi negoziatori, riunitisi a Berna per iniziare la stesura del trattato.
Mercoledì, il ministro dei trasporti del Baden-Württemberg, Ulrich Müller, aveva chiesto ai negoziatori tedeschi di sfruttare al massimo i sussistenti margini di interpretazione a beneficio dei comuni del sud della Germania, disturbati dal rumore del traffico aereo da e per l’aeroporto di Zurigo-Kloten. Il direttore dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), André Auer, e il capo negoziatore tedesco, Hans-Jürgen Froböse, incaricati della stesura del testo definitivo, hanno tuttavia ribadito che da mettere a punto rimangono ormai soltanto dettagli tecnici.
Il prossimo round negoziale è previsto a Berlino, il 17 e il 18 luglio. Il trattato dovrebbe essere parafato a fine estate ed essere poi esaminato da governo e parlamento dei due paesi. In Svizzera, i tre partiti borghesi di governo hanno però già manifestato l’intenzione di non accettare i termini imposti da Berlino.
Se il testo non dovesse essere ratificato dal parlamento svizzero, la situazione rimarrebbe del tutto aperta, ha detto Froböse: «Dovremmo ricominciare dal principio», ha aggiunto, mostrando tuttavia di non voler prendere in considerazione una simile ipotesi.
L’accordo raggiunto il 23 aprile dai due ministri dei trasporti, Moritz Leuenberger e Kurt Bodewig, è volto a limitare l’inquinamento acustico causato dai voli da e per l’aeroporto di Zurigo-Kloten. La Svizzera avrà 41 mesi di tempo per ridurre da 140’000 a meno di 100’000 all’anno i passaggi di aerei sul territorio tedesco e per introdurre il divieto di volo notturno tra le 22.00 e le 6.00 (e dalle 20.00 alle 09.00 nei weekend e nei giorni festivi a partire dal 2002).
L’intesa è stata accolta da più parti in Svizzera come una capitolazione, ma per il ministro del Baden-Württemberg, Müller, quanto ottenuto da Berlino è troppo poco. A suo avviso, la definizione «meno di 100’000 passaggi» non dovrebbe significare 99’999, ma 80-90’000, e 41 mesi concessi alla Svizzera sono troppi.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.