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Democrazia diretta in Svizzera

Ottimisti dentro e pessimisti fuori

Secondo il sondaggio, l'esercito continua a raccogliere la fiducia della popolazione Keystone

Gli svizzeri continuano a nutrire un sentimento generale di sicurezza. Mentre la situazione interna suscita valutazioni positive, l'evoluzione internazionale crea comunque una certa inquietudine.

Secondo uno studio pubblicato dal Politecnico federale di Zurigo, perde sempre più terreno l’idea di una partecipazione svizzera alle truppe di pace dell’ONU.

Anche fattori esterni, come le minacce di attentati in Europa o la crisi in Medio oriente, non sembrano aver scalfito globalmente il sentimento di sicurezza della popolazione svizzera nella prima parte del 2006.

L’88% dei cittadini svizzeri dichiara infatti di sentirsi “sicuro” o molto “sicuro”. Coloro che guardano al futuro con ottimismo sono saliti dal 65% l’anno scorso al 70% all’inizio di quest’anno.

È quanto risulta dallo studio “Sicurezza 2006” realizzato dall’Accademia militare e dal Centro di ricerca sulla politica di sicurezza, partendo da un sondaggio condotto tra il 16 gennaio e il 6 febbraio.

Inquietudini sugli sviluppi mondiali

Secondo gli autori della ricerca, il sentimento positivo espresso dagli svizzeri sulla loro sicurezza rispecchia il progressivo miglioramento della situazione economica interna.

Lo sguardo della popolazione rimane invece caratterizzato da un certo scetticismo per quanto concerne l’evoluzione internazionale. Il 55% delle 1200 persone interrogate in tutte le regioni del paese afferma infatti di considerare con pessimismo gli sviluppi in atto a livello mondiale.

Si spiega così l’aumento, dal 51 al 65%, di coloro che si dicono pronti a sacrificare alcune libertà fondamentali per non intralciare la lotta internazionale al terrorismo.

Perde inoltre terreno, rispetto al sondaggio condotto nel 2005, anche l’idea di inviare soldati svizzeri nel quadro delle missioni di pace effettuate dalle forze delle Nazioni unite.

Fiducia nella polizia

In ambito domestico, la maggiore fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni viene risposta anche quest’anno nella polizia, davanti ai tribunali e all’esercito.

Mentre il punteggio delle forze armate registra un leggero aumento, perdono nuovamente punti il governo e il parlamento. I mass media figurano ancora una volta in fondo alla classifica della fiducia espressa dalla popolazione.

In testa alla lista delle priorità per il futuro vi sono la salvaguardia della neutralità, il controllo della quota di stranieri che risiedono in Svizzera e la lotta agli estremismi di destra e di sinistra.

In materia di politica estera, il 71% degli intervistati si dice favorevole a proseguire sulla via degli accordi bilaterali con l’Unione europea. La proposta di adesione ai Venticinque ha subito invece un calo dal 40 al 32% rispetto al 2005.

swissinfo e agenzie

Il Centro di ricerca sulla politica di sicurezza del Politecnico federale di Zurigo è stato creato nel 1986. Si occupa di questioni legate alla sicurezza interna ed esterna.

Il Centro opera in collaborazione con l’Accademia militare di Zurigo, un istituto di perfezionamento della formazione degli ufficiali di carriera.

Il rapporto annuale “Sicurezza”, realizzato dai due istituti, mira a determinare a lungo termine le tendenze relative alla politica di sicurezza e militare della Svizzera.

“Sicurezza 2006” è l’ottavo rapporto realizzato finora.
Lo studio è stato condotto tra gennaio e febbraio di quest’anno.
Per il sondaggio sono state interrogate 1200 persone di ogni regione linguistica.

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