Raggiunto un accordo sul clima a Marrakesh
I rappresentanti di 167 Paesi hanno adottato le regole per l'applicazione del protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas nocivi per l'ambiente. Svizzera soddisfatta a metà.
Di fronte all’assemblea di Marrakesch si è espresso anche il Presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, che ha esortato ogni paese a “non sottrarsi alle proprie responsabilità globali”.
Dopo l’ottenimento dell’accordo, la ratifica del protocollo “costituisce una priorità per la Svizzera” ha aggiunto Leunberger. Anche l’economia elvetica ha accettato gli obiettivi del protocollo e delle convenzioni tra Consiglio federale e cerchie private sono già state concluse.
Il protocollo di Kyoto impone ai 39 principali paesi industrializzati una riduzione entro il 2010 del 5,2% delle emissioni di anidride carbonica e di altri cinque gas giudicati responsabili dell’effetto serra. Perché possa entrare in vigore, deve essere ratificato da almeno 55 Stati rappresentanti almeno il 55 % dei gas ad effetto serra emessi nel 1990.
Svizzera soddisfatta a metà
I risultati della conferenza sono «piuttosto magri». È il parere espresso dal direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) Philippe Roch. Il compromesso permette tuttavia di compiere passi ulteriori.
Roch era uno dei mediatori della conferenza. Interrogato dall’ats, ha ammesso che il testo finale è minimalista: i risultati dei lavori preparatori all’Aja e a Bonn risultano indeboliti, ha detto. Tuttavia secondo il direttore dell’UFAFP, la conferenza fornisce perlomeno gli strumenti per l’attuazione del protocollo di Kyoto sui gas nocivi.
Sono soprattutto l’Unione europea (UE) e i paesi in via di sviluppo che hanno permesso di sbloccare i negoziati, facendo concessioni ai paesi del gruppo dell’Umbrella. In particolare, Canada e Giappone pretendevano e hanno ottenuto maggiore flessibilità in merito ai pozzi di carbone.
Il consigliere federale Moritz Leuenberger, capo della delegazione elvetica, mercoledì aveva annunciato il lancio della procedura di ratifica da parte di Berna. La Svizzera si è impegnata a ridurre dell’8 % le emissioni di gas a effetto serra rispetto ai valori del 1990. Il parlamento se ne occuperà nel 2002.
Un processo ormai irreversibile
«Questo accordo apre la strada per la ratifica da parte di tutti i Paesi, compresa la Federazione russa», ha annunciato durante la seduta plenaria Aleksandr Bedritski, capo della delegazione russa.
«L’entrata in vigore del protocollo è ormai irreversibile», ha detto il viceministro dell’Energia e dell’ambiente belga Olivier Deleuze, a nome della presidenza dell’Unione europea.
Intervenendo alla conferenza, ha invece evitato di pronunciarsi sulla ratifica da parte di Tokyo il ministro dell’Ambiente del Giappone Yoriko Kawaguchi. Kawaguchi ha detto che il Giappone potrebbe firmare l’accordo di Marrakesh, ma che su questo deciderà il governo.
Giappone e Russia sono due Paesi decisivi per l’entrata in vigore del protocollo, dopo la rinuncia degli Stati Uniti, lo scorso marzo. Washington aveva annunciato che non ratificherà il protocollo ritenendolo troppo restrittivo e ingiusto, perchè non fissa limiti vincolanti alle emissioni di gas nocivi dei Paesi in via di sviluppo.
swissinfo e agenzie
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