Rinnovate le concessioni per altri 50 anni a Kloten e Cointrin
Le società che gestiscono gli aeroporti internazionali svizzeri di Zurigo e Ginevra dovranno però garantire il rispetto delle severe norme ambientali, e in particolare la nuova ordinanza sulla protezione contro il rumore, che nelle immediate vicinanze degli aeroporti dovrà scendere da 65 a 60 decibel. Le abitazioni di 55'000 persone dovranno quindi essere dotate di finestre fonoisolanti e non si potranno più costruire nuove case nei pressi degli aeroporti.
La modifica dell’ordinanza contro l’inquinamento fonico, decisa mercoledì dal Consiglio federale, entrerà in vigore dal 1° giugno ed è conseguente ad una sentenza del Tribunale federale. In effetti, la massima istanza giudiziaria elvetica aveva ritenuto, nel dicembre scorso, che i limiti delle immissioni foniche, decisi in precedenza dal governo, non fossero compatibili con la legge sulla protezione dell’ambiente e che di conseguenza non fossero applicabili.
In origine, nel 1998, la Commissione federale di esperti per la valutazione dei valori limite delle immissioni foniche aveva proposto valori, basati sulla legge sulla protezione dell’ambiente, che garantissero la protezione della popolazione dai disturbi causati dal rumore. Il Dipartimento federale competente (ambiente, trasporti, energia e comunicazioni) aveva a sua volta chiesto al Consiglio federale di modificare l’ordinanza imponendo agli aeroporti limiti che rappresentassero un compromesso tra i vari gruppi d’interesse.
Ma nell’aprile dell’anno scorso, il Consiglio federale ha modificato l’ordinanza contro l’inquinamento fonico, accordando un maggior peso agli interessi economici degli aeroporti, rispetto all’esigenza di tutela della popolazione. I valori limite per le immissioni foniche sono stati quindi abbassati notevolmente. Inevitabile,di conseguenza, che nei ricorsi al Tribunale federale contro la quinta tappa dei lavori di ampliamento dell’aeroporto di Zurigo Kloten, venissero impugnati anche i valori limite d’inquinamento fonico.
Ora, in ottemperanza alla decisione dei giudici federali, il governo ha adottato limiti più severi. Le conseguenze sono di due ordini: da un lato si rendono necessarie misure di protezione onerose, dall’altro si limita l’attività edile. I costi complessivi vengono valutati a circa 2,3 miliardi di franchi. Di questa somma, 300 milioni sono previsti per le opere di protezione contro il rumore e 2 miliardi per risarcire il deprezzamento delle abitazioni nei pressi degli aeroporti.
A sopportare questi costi saranno – ha detto il consigliere federale Moritz Leuenberger – in primo luogo gli aeroporti, in base al principio “chi inquina paga”. Gli aeroporti potranno scaricare tali costi sulle compagnie aeree, le quali ovviamente li faranno pagare ai passeggeri con un supplemento medio di 7 franchi sui biglietti emessi. Sulla base dell’attuale numero dei movimenti di volo, i maggiori costi verrebbero ammortizzati in quindici anni.
I nuovi valori limite di esposizione al rumore non hanno nessun influsso sul divieto notturno, che rimane in vigore. Come non hanno alcun influsso sulla convenzione internazionale con la Germania per quanto concerne Zurigo-Kloten. Semmai sarà il contrario, ha detto Leuenberger, anche se ci vorrà un po’ di tempo per valutare le ripercussioni di tale accordo, sempre che venga approvato dalle Camere federali.
Silvano De Pietro
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