Ruth Metzler discute a Bruxelles di giustizia, polizia e asilo
Incontro positivo ma non decisivo, mercoledì a Bruxelles, del Consigliere federale capo del dipartimento giustizia e polizia, signora Ruth Metzler con il Commissario Ue Antonio Vitorino.
Nel più ampio quadro di una collaborazione tra la Svizzera e l’Unione europea, gli argomenti sul tappeto hanno riguardato gli aspetti generali della cooperazione in materia di giustizia, polizia e asilo. Il che equivale a parlare dell’adesione da parte della Svizzera allo spazio Schengen e alla Convenzione di Dublino, che regola la responsabilità dei paesi nei confronti dei rifugiati.
Come ha chiarito la Metzler non si è parlato di argomenti tecnici. L’incontro, pur non rientrando in un calendario a tappe predeterminate, da tempo era caldeggiato dalle due parti.
Per gli aspetti pratici si sono avuti incontri definiti, dalla Svizzera, “preliminari, informali ed esplorativi”. Da parte sua il Commissario Vitorino ha dato piena disponibilità a continuare il dialogo a questo livello. Rimane invece da sciogliere il nodo della decisione politica, come riconoscono entrambe le parti. Affinché si possano fare davvero passi avanti nella direzione dell’abolizione delle frontiere secondo Schengen, è necessaria una decisione del Consiglio Affari generali dell’Unione europea sull’opportunità politica di interessi reciproci.
La Commissione Ue, nella persona di Vitorino, non ha tali poteri. Il Consigliere federale ha detto di essere in attesa, appunto, di un input politico comunitario. Ma, del resto, osservano fonti vicino all’Esecutivo, anche da parte della Svizzera la signora Metzler non aveva alcun mandato politico per negoziare.
Il Consigliere federale vede un futuro roseo per l’applicazione di Schengen nella Confederazione. Da una parte, infatti, c’è la volontà a livello governativo di aderire a questa nuova realtà in toto, dall’altra non dovrebbero esserci ostacoli da parte dell’opinione pubblica svizzera. La sicurezza delle frontiere, abolite con Schengen, verrà assicurata in altri modi. E sarà il progetto Usis, già in lavorazione, a dire quali e a fornire rassicuranti risposte ai cittadini svizzeri, preoccupati per l’apertura delle frontiere.
Laura Forzinetti
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