Ruth Metzler perplessa per la legge italiana sulle rogatorie
La consigliera federale Ruth Metzler è intrevenuta presso il ministro della giustizia italiano Roberto Castelli dopo l'adozione della legge sulle rogatorie da parte del Senato di Roma. A Berna il testo sembra contrario allo spirito dell'accordo sull'assistenza giudiziaria firmato nel 1998 tra i due paesi e già ratificato dalle Camere federali.
Attualmente a Mosca per la Conferenza dei ministri europei della giustizia, Ruth Metzler ha colto l’occasione per parlare con Castelli, ha indicato all’ats Adrienne Lotz, portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
«A una prima lettura – ha detto la Lotz – le esigenze formali supplementari aggiunte dal parlamento italiano nella legge d’applicazione non sembrano essere nello spirito dell’accordo italo- svizzero, che prevedeva un aiuto il più ampio possibile».
Prima di una ratifica definitiva dell’accordo del ’98, deve essere chiarita l’applicazione, secondo il DFGP. A tale scopo, una delegazione elvetica incontrerà, probabilmente prima della fine dell’anno, rappresentanti del ministero italiano della giustizia.
La Convenzione bilaterale di assistenza giudiziaria italo-svizzera, accordo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria, era stata firmata il 10 settembre 1998 a Roma dall’allora consigliere federale Arnold Koller, insieme a due altri testi sulla riammissione dei clandestini e sulla cooperazione nel settore della polizia.
Berna era infatti interessata a rendere meno tesa la situazione alla frontiera ticinese, allora sotto pressione a causa dell’arrivo in massa di rifugiati kosovari. In contropartita l’Italia aveva chiesto di snellire le procedure di assistenza giudiziaria per accelerare la conclusione dei processi di corruzione. Le lungaggini delle procedure elvetiche erano state spesso criticate dai magitrati di «mani pulite».
swissinfo e agenzie
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