«Sans-papiers» a Friburgo: in attesa della polizia
La confusione regna davanti alla chiesa St-Paul di Friburgo, occupata a inizio giugno da un'ottantina di «sans-papiers». l'ultimatum fissato dal prefetto per l'evacuazione è scaduto da diverse ore ma la polizia non è ancora intervenuta.
Una settantina di simpatizzanti sono seduti da venerdì mattina verso le 11.00 – l’ora stabilita dal prefetto della Sarine Nicolas Deiss per sgomberare la chiesa – davanti all’entrata del centro parrocchiale. Nessuno sa con certezza se i «sans-papiers» siano ancora sul posto, oppure no. Jean Kunz, un rappresentante del collettivo che difende i senza documenti, ha detto che «sono al sicuro».
Il prefetto è giunto sul posto all’ora stabilita, accompagnato da alcuni funzionari di polizia, ed ha nuovamente intimato al collettivo di sgomberare i locali. Ha anche precisato che le modalità dell’evacuazione saranno decise dalla polizia. Applaudito da alcuni abitanti del quartiere, Deiss si è invece fatto trattare di «Ponzio Pilato resuscitato» da uno dei manifestanti.
Questi hanno fatto sapere di essere intenzionati a opporre una resistenza passiva e pacifica e a evitare qualsiasi incidente. Fra le persone che hanno offerto il loro sostegno si trovano i consiglieri nazionali Liliane Chappuis (PS/FR), Patrice Mugny (Verdi/GE), Ruth-Gaby Vermot (PS/BE) e Joseph Zisyadis (PdL/VD).
La portavoce del collettivo, Sandra Modica, ha poi letto un manifesto, un vibrante «J’accuse» in nove punti. Il collettivo stigmatizza l’»ipocrisia» del Consiglio federale che «rifiuta di porre un termine ad una realtà che riguarda almeno 300 000 persone in Svizzera». Il vescovo di Ginevra, Losanna e Friburgo, Mons. Bernard Genoud, è accusato di tener un «doppio discorso»: «mentre da un lato afferma di sostenere i sans-papiers, dall’altro si schiera accanto al potere e alle lobbies economiche».
Il collettivo ha depositato questa mattina alla Cancelleria friburghese un elenco supplementare di 19 persone per le quali sollecita la regolarizzazione. Il movimento aveva già trasmesso alle autorità un primo elenco di 84 persone: il governo cantonale ha raccomandato a Berna di regolarizzarne soltanto 21.
Secondo gli osservatori, l’evacuazione potrebbe avvenire venerdì sera o sabato mattina. Sul piano legale, la via è libera: il tribunale amministrativo ha rifiutato venerdì di accordare l’effetto sospensivo al ricorso inoltrato dall’avvocato dei sans-papiers contro l’evacuazione ordinata dal prefetto. «La decisione del prefetto è dunque esecutiva», sottolinea la giudice Gabrielle Multone.
swissinfo e agenzie
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