Sanzioni finanziarie contro il terrorismo
Nell'ambito della lotta al terrorismo, la Svizzera presenterà il mese prossimo all'Onu a New York, insieme alla Germania, un'iniziativa per «sanzioni mirate ed efficaci» nel settore finanziario. Lo annuncia il ministro degli esteri Joseph Deiss, in una intervista pubblicata martedì dal giornale romando «Le Temps».
«L’idea – dice Deiss – è di ripensare la filosofia delle sanzioni, per colpire il motore della guerra, ossia i circuiti finanziari dei movimenti terroristici o di certi Stati», in modo da risparmiare le popolazioni civili. Il consigliere federale «pensa particolarmente alla popolazione irachena, che ha duramente sofferto delle sanzioni, mentre il potere di Saddam Hussein non vacilla».
Rilevando che la Svizzera è all’avanguardia in fatto di lotta al riciclaggio di denaro, Deiss annuncia inoltre un incontro fra due settimane a Losanna tra una delegazione svizzera e rappresentanti del G7 in cui si discuterà della collaborazione internazionale riguardante la sottrazione di fondi pubblici da parte di uomini politici.
Deiss rammenta in proposito il caso Sani Abacha, in cui la Svizzera fu segnata a dito sebbene la maggior parte dei fondi sottratti dall’ex presidente nigeriano non fossero depositati nelle sue banche e sebbene i soldi in esse bloccati fossero «passati per diversi paesi senza difficoltà prima di arrivare in Svizzera». Deiss rammenta pure ai critici stranieri che «il segreto bancario non esiste quando c’è terrorismo o criminalità».
swissinfo e agenzie
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