Sui Grigioni la minaccia di uno scandalo delle schedature
Nei Grigioni si profila uno scandalo delle schedature su scala cantonale: centinaia di persone, anche semplici passanti finiti nelle maglie delle forze dell'ordine per puro caso, sono state identificate e schedate dalla polizia in occasione dell'ultimo Forum economico di Davos. Il governo cantonale non ne sarebbe stato informato. Spetterà al capo del Dipartimento di polizia Peter Aliesch chiarire la questione.
Il governo grigionese non è mai stato informato dell’esistenza di archivi di polizia relativi agli attivisti antiglobalizzazione che si sono manifestati in occasione del Forum di Davos, ha detto venerdì il consigliere di stato Klaus Huber, responsabile del dipartimento dell’ecomomia. E il collega di governo Peter Aliesch dovrà fornire spiegazioni: l’appuntamento è già stato fissato per martedì prossimo.
Sulla questione vogliamo fare piena luce, ha detto Huber, che è anche presidente dello speciale comitato governativo incaricato della sicurezza del forum internazionale. A dire il vero almeno un caso è giunto a conoscenza del governo cantonale. In una risposta scritta a un’interrogazione in Gran Consiglio, il governo cantonale aveva infatti fatto sapere a fine febbraio che la polizia aveva fotocopiato i dati personali di un presunto attivista, che è poi risultato estraneo a qualsiasi fatto di rilevanza penale. Tali informazioni e altre ancora, aveva detto il Consiglio di Stato, erano però state distrutte.
Secondo rivelazioni della rubrica «10 vor 10» e del Telegiornale esisterebbe però un archivio contenente 400 nomi, notizia peraltro confermata venerdì dal capo della polizia criminale grigionese Martin Accola. I dati vengono ulteriormente elaborati, ha precisato Accola, e anche in assenza di reati penali possono essere conservati per un massimo di tre anni, come indicato dal governo nello scorso febbraio.
Venerdì il consigliere di stato Klaus Huber ha parlato di «discrepanza» tra le informazioni in possesso del governo e i dati effettivamente raccolti dalla polizia cantonale. Huber ha detto di non poter confermare, né smentire l’esistenza di un archivio presso la polizia cantonale.
Le irregolarità sono venute alla luce dopo una denuncia dell’organizzazione non governativa «Dichiarazione di Berna», che aveva attirato l’attenzione sul pericolo di un nuovo scandalo delle schedature. Il movimento, poco dopo la chiusura del Forum, aveva protestato contro il rinvio di oratori che avrebbero dovuto partecipato al forum alternativo antiglobalizzazione organizzato a Davos in concomitanza con il convegno internazionale ufficiale. Il ricorso amministrativo depositato nello scorso marzo dalla Dichiarazione di Berna è tuttora pendente presso il Dipartimento cantonale di giustizia.
L’elettorato grigionese ha chiaramente approvato lo scorso week- end una nuova legge sulla protezione dei dati che affida la sorveglianza delle informazioni personali a uno speciale «controllore». La legge non è ancora stata posta in vigore dal governo cantonale.
swissinfo e agenzie
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