Svizzera promotrice di federalismo e democrazia
La Svizzera organizzerà la seconda Conferenza internazionale sul federalismo, che si terrà a San Gallo dal 27 al 30 agosto del 2002, con 500 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Lo scopo è quello di contribuire alla promozione della democrazia e alla convivenza pacifica fra i popoli.
Che il federalismo sia una forma sofisticata di democrazia nei rapporti tra istituzioni, popoli e organismi sovra nazionali, non soltanto lo dicono i suoi teorici, ma è anche dimostrato dall’esperienza storica di Paesi come la Svizzera.
Grazie a tale esperienza, il nostro Paese può quindi dare un contributo decisivo allo sviluppo e al rafforzamento delle forme di stato federali. Inoltre, la promozione della democrazia e la convivenza pacifica tra i popoli sono obiettivi integranti della politica estera elvetica.
Questo spiega perché alla prima Conferenza internazionale sul federalismo, svoltasi nell’ottobre del 1999 in Canada, la Svizzera si dichiarò disposta ad organizzare la Conferenza successiva. Il progetto è stato fatto proprio dal Consiglio federale e dai governi cantonali, che ne portano insieme la responsabilità politica. L’organizzazione è stata affidata ad un comitato direttivo, presieduto dall’ex-consigliere federale Arnold Koller e composto da un rappresentante della Confederazione e da uno della Conferenza dei governi cantonali.
L’obiettivo di questa seconda Conferenza internazionale è quello di offrire una piattaforma di discussione a chi pratica il federalismo, a politici ed esponenti dell’amministrazione pubblica, a studiosi e a rappresentanti dell’economia e di altri gruppi della società. Saranno invitate personalità e “decision makers” provenienti da tutto il mondo, interessati allo scambio costruttivo di esperienze e di informazioni nel campo del federalismo.
Ma proprio nella decisione di chi invitare – ha detto Arnold Koller ai giornalisti- consiste il “compito molto delicato” del comitato direttivo della Conferenza. E sarà un alto esercizio di diplomazia invitare e riuscire a far dialogare, senza che si producano irritazioni politiche sempre possibili, rappresentanti dei governi centrali con quelli delle regioni che chiedono maggiore autonomia ed un legame federalista con lo Stato.
Non si può escludere che venga ancheil presidente degli Stati Uniti Bush (nel 1999 in Canada c’era Clinton), ma – ha precisato Koller – in Canada era un incontro soprattutto dei Paesi del trattato di collaborazione del Nordamerica (Stati Uniti, Canada e Messico), mentre a San Gallo il maggior peso l’avrà ovviamente l’Europa.
Un altro aspetto importante sottolineato da Koller, è che “sarà una conferenza di idee”, basata soprattutto “sullo scambio d’informazioni, di esperienze e di sapere”, quindi senza lunghe relazioni ma con tanti “work-shop”. E questo del dialogo, nell’epoca della globalizzazione, è un aspetto fondamentale: Si può imparare dagli altri e gli altri possono imparare da noi” – ha detto ancora l’ex-consigliere federale – e capire perché la Svizzera, per esempio, senza il federalismo “non esisterebbe, sarebbe impensabile”.
La scelta di San Gallo quale sede della Conferenza è dovuta a diversi fattori, di cui il più importante è senz’altro la vasta esperienza dell’International Students’ Committee (ISC) della locale Università. La spesa preventivata è di cinque milioni di franchi, di cui quattro versati pariteticamente da Confederazione e Cantoni e un altro da coprire mediante lo sponsoring.
Silvano De Pietro
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